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“Ci fanno riaprire per pagar le tasse”

“Chiediamo che Tommasi si faccia portavoce delle nostre istanze insieme agli altri sindaci”

“Ci fanno riaprire per pagar le tasse”

Baristi Anonimi è il nome del gruppo di titolari di bar e ristoranti di Cavarzere e delle frazioni che, preoccupati per le misure in vista della riapertura delle loro attività, chiedono al sindaco Henri Tommasi di incontrarli. “Se il 18 maggio potremo riaprire ma dovremo rispettare le indicazioni che stanno circolando in questi giorni - spiegano un una nota - tanto vale che consegniamo le chiavi direttamente al governo. Parlando dei bar, ci chiediamo come sia possibile avere un incasso decente facendo entrare una persona alla volta. Già facevamo fatica prima di questa emergenza sanitaria, diventerebbe improponibile sopravvivere”.

I Baristi Anonimi di Cavarzere hanno scritto al sindaco Tommasi. “Chiediamo un incontro in municipio, in una stanza adeguata per rispettare le norme e tutti con mascherina e guanti - proseguono - ma dobbiamo parlare faccia a faccia col primo cittadino perché deve capire quali enormi problematiche dovremo affrontare. Vogliamo che si faccia portavoce, insieme agli altri sindaci, delle nostre istanze. Perché le indicazioni che stiamo leggendo sui giornali o guardano la tv, sono impensabili. Se il governo ci dice di aprire in questo modo, lo fa solo per farci pagare le tasse, ma non certo per farci vivere dignitosamente”.

La richiesta, ribadita dal gruppo di baristi e ristoratori locali, è quindi di un incontro col sindaco: “E che venga fatto in tempi brevi, perché la data si avvicina e se non sarà chiaro a chi dovrà decidere quali difficoltà incontreranno attività come le nostre, sarà una disfatta. Partendo da tutti i controlli che Spisal, Guardia di Finanza e Carabinieri faranno, nei quali è evidente che troveranno qualcosa che non va, se le norme saranno così stringenti”.

La recente scelta del comune di posticipare i pagamenti di Tari, Cosap e Imposta sulla pubblicità a fine giugno, non cambia la situazione. “Per carità, ben venga lo spostamento - commentano - ma sono sempre imposte con le quali avremo a che fare a breve. Ed è per questo che un’apertura fatta in questa maniera servirà solo a Comune e Stato per poter incassare le tasse”.

“Ed è per questo - concludono i Baristi Anonimi - che chiediamo di incontrare il sindaco Tommasi, che prenda le nostre difese altrimenti il centro di Cavarzere e le sue frazioni, nel prossimo futuro, rimarranno deserte come lo sono state in queste settimane”.

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