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Munari: “Non vogliono il consiglio in aula”

Il capogruppo della Lega ha chiesto, insieme alla minoranza, il consiglio “in presenza”

Munari: “Non vogliono il consiglio in aula”

22/07/2020 - 08:23

Ancora una volta il consiglio comunale in streaming, nonostante si fosse già tornati a tenerlo “in presenza”. Una scelta che ha lasciato interdetti i consiglieri di minoranza, i quali speravano di poter discutere del provvedimento più significativo degli ultimi anni, come lo aveva definito l’assessore al Bilancio Andrea Orlandin, in aula e non davanti alla webcam di un computer.

“Spiace constatare come dopo l’emergenza Covid sia stato convocato e si sia tenuto un consiglio comunale ‘in presenza’, nella sala convegni della biblioteca di Palazzo Danielato, mentre sia l’ultimo che quello di giovedì prossimo, si svolgerà in videoconferenza” commenta Pierfrancesco Munari, capogruppo della Lega. “I consigli comunali di questo tipo, che hanno problemi di accertamento dei presenti dopo ogni intervento, per i quali ci deve essere sempre la valutazione del segretario comunale su chi sia o meno nella sua postazione, dilungano i tempi e smorzano automaticamente il dibattito” l’osservazione di Munari.

Abbiamo chiesto al presidente del consiglio di tenerlo in presenza con tutte le garanzie del caso, dalle mascherine al distanziamento sociale a ogni forma prevista dai decreti legislativi, come già avvenuto - riprende Munari - ma non c’è stato verso: il consiglio è rimasto fissato in videoconferenza. E nonostante ci siano state commissioni con circa una decina di persone almeno, non tanti di meno di quanti di solito si trovano in aula per un consiglio, e svoltesi in aula consigliare, non si comprende il perché della scelta”.

“O meglio, l’unico motivo evidente è quello di cercare, da parte della maggioranza, di ridurre al minimo ogni dibattito sui provvedimenti che si andranno a votare - la considerazione del capogruppo del Carroccio - sui quali spicca quello che riguarda la Tari domestica, approdato due volte in commissione, visto che la prima volta la mancanza dei consiglieri di maggioranza aveva fatto saltare il numero legale”. “Visto che l’assessore Orlandin si vanta di aver preparato il più grande intervento degli ultimi anni, e che la minoranza se voterà contro dovrà assumersi le proprie responsabilità - conclude Munari - posso solo far notare che qualsiasi provvedimento a scatola chiusa, per quanto possa essere venduto bene da chi lo redige, non si può votare. E sarà quello che dirò durante il consiglio, anche se solo dal filtro di una videocamera”.

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