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IL CASO

“Riva Vena è solo da valorizzare”

Il commerciante è solidale anche col vescovo Tessarollo, aggredito verbalmente anche ieri

“Riva Vena è solo da valorizzare”

21/03/2021 - 09:16

Riva Vena una delle zone più belle del centro storico, alla sua valorizzazione io e tanti altri crediamo ad occhi chiusi. Chi vuole il degrado e un clima di paura verrà emarginato”. Parole e musica di Diego Ardizzon, titolare della cicchetteria da Nino Fisolo, minacciato giovedì scorso da un giovane armato di coltello. Un episodio denunciato dal presidente dell’Ascom Alessandro Da Re.

Ardizzon ha aperto la cicchetteria nel 2019 e si è trovato subito a combattere con gli sbandati della zona. “Quando ho aperto c’erano alcune figure poco raccomandabili - racconta - che facevano il bello e il cattivo tempo. Droga, alcol, la zona la sentivano di loro proprietà. Io mi sono opposto a tutto questo e per un bel po’ ne ho pagato le conseguenze. Sono arrivate anche le telecamere in tutta la Riva dopo le numerose denunce. Poi molti di loro hanno smesso e sono andati altrove, ne è rimasto solo uno a fare confusione. Ma non voglio farne un caso personale né passare per il salvatore della patria. Io amo il mio lavoro e amo riva Vena, faccio e ho fatto solo quello che chiunque al mio posto farebbe”.

Ardizzon è solidale con il vescovo Adriano Tessarollo che ha denunciato due episodi vicino al ponte delle Zitelle contro la sua stessa persona e un sacerdote. Episodi che si sono ripetuti anche ieri, come segnalato dal vescovo attraverso i social. Il suo racconto è in linea con quello di un paio di giorni fa. “Poco fa passiamo io e il parroco della Cattedrale e sotto i portici ci piomba dietro un altro della ‘banda’ - scrive Tessarollo - quello che è sempre di corsa. Ci sorpassa, lo saluto e gli dico di stare buoni. Lui soliti insulti e la minaccia ‘la pagherai cara’. Prendo il ponte e gli rispondo che non ho paura, lui torna un po’ indietro verso di noi mentre proseguiamo, poi ritorna sui suoi passi verso il ‘covo’”.

Ardizzon, in questo senso, appoggia in pieno il vescovo. “Il Monsignore ha ragione - le sue parole - il male va sempre combattuto. Questi giovani sono senza cultura e senza rispetto per nessuno. Vanno sicuramente fermati perché mettono in cattiva luce l’intera zona”. Riva Vena ha un grandissimo potenziale poco sfruttato, con tanti progetti ancora in cantiere: “Siamo un’isola pedonale in h24 – racconta Ardizzon – abbiamo degli scorci straordinari. Non possiamo limitarci a far passare i turisti solo per corso del Popolo. Riva Vena va coinvolta in un progetto turistico ad ampio respiro. Con una cartellonistica adeguata si può portare il turista lungo la riva già da porta Garibaldi e creare un percorso storico-culturale. Inoltre stiamo aspettando il parere della Sovraintendenza per la realizzazione dei pontili sull’acqua per le attività di ristorazione dell’area. In questo modo si potrebbe creare, come a Venezia, degli spazi in cui i clienti mangiano seduti proprio sul canale, godendo di una vista magnifica. Opportunità ce ne sono tante e noi ci crediamo”. “Ci devono credere anche le istituzioni e, soprattutto, i commercianti non devono essere lasciati soli. Bisogna incentivare – conclude – anche economicamente le nuove aperture di negozi lungo la Riva. Se porti la vitalità, il turismo, la passione, la storia, la cultura in riva Vena, questi soggetti sono destinati prima ad essere isolati e poi a scomparire del tutto”.

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