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Cavarzere

Lina la ribelle, un esempio ancora attuale.

Un convegno e la presentazione di un libro, a cent'anni dalla nascita della Badiale, al secolo Benilda Sartori.

31/10/2021 - 13:22

Sono passati cento anni dalla sua nascita, poco più di due dalla sua morte, ma il ricordo di Lina Badiale, al secolo Benilda Sartori, è più vivo che mai. Lo ha dimostrato una sala convegni di palazzo Danielato gremita, ieri mattina, per la presentazione del libro “Lina, ribelle per natura”, (Edizioni LiberEtà 2021), scritto dalla nipote Luigina Badiale, in un evento che ha visto la partecipazione dei vertici comunali e provinciali della Cgil e dello Spi Cgil. A coordinare i lavori di quello che è stato un vero e proprio convegno organizzato attorno alla figura di Lina Badiale, Liana Isipato, presidente dello Spi Cgil di Cavarzere.

“Su Lina è stato scritto molto in passato - ha ricordato Isipato - ma il lavoro di Luigina Badiale, nipote di Lina, è un lavoro di raccordo che mette insieme le memorie collettive e quelle più strettamente familiari, tra la poca memoria e i tanti fogli dove Lina raccoglieva i suoi pensieri per lasciare una memoria della propria vita. Luigina ha contestualizzato la vita della zia anche alla situazione storica del tempo, ricordando la figura di Lina capopopolo delle donne e degli uomini, nei lunghi mesi di sciopero e nella battaglia coi crumiri”. Isipato ha infine sottolineato come il libro sia arricchito dalle illustrazioni di Silvio Zago, pittore cavarzerano e marito di Luigina, ribadendo che grazie all’impegno di chi raccoglie le testimonianze del tempo, rimane traccia della storia che “esiste solo se la si racconta”.

A portare i saluti dell’amministrazione comunale il sindaco Pierfrancesco Munari. “In questi giorni ho letto con piacere il libro e ci sono tre considerazioni che vorrei condividere - le sue parole - la prima, dal punto di vista politico, leggendo che Lina nel 1949 frequentò la scuola politica. Che una donna passionaria avesse necessità di istruirsi politicamente è un esempio dal quale i giovani dovrebbero imparare. E ancora leggere che una giovane Lina andasse in bici fino a Tresigallo per trovare il fidanzato, dovrebbe farci riflettere sulle differenze dai nostri giorni, in cui con una chiamata possiamo sentire un amico che abita dall’altra parte del mondo, mentre all’epoca servivano ore e ore di bici per trovare chiunque. Infine un aneddoto relativo agli anni dell’alluvione, della quale in questi giorni ricorre il 70esimo anniversario. Lina scrive che insieme a un anti-comunista aveva cercato di aiutare la popolazione. Questo è il segnale che nei momenti di difficoltà, la solidarietà non deve avere alcun colore politico, ed è lo spirito che ha sempre contraddistinto il popolo cavarzerano, quello veneto e quello italiano”.

La parola poi è rimbalzata a turno tra Isipato, Badiale e Laura Cominato, attrice della compagnia teatrale cavarzerana, che si sono alternate nella lettura di alcuni brani del libro. Poi, uno a uno, gli interventi dei relatori, a partire da un commosso Ivo Dal Biondo, vicesindaco di Cavarzere ai tempi di Dante Badiale, marito di Lina, e poi alla guida della Cgil locale, il quale ha ricordato il periodo in cui Lina gli passò il testimone e il momento in cui venne fondata l’Auser locale. Quindi gli interventi di Daniela Dutto, referente di R-Esistenze, Ugo Agiollo, segretario generale Cgil Venezia, Danilo Toccane del dipartimento internazionale Spi nazionale, Aldo Gara di LiberEtà e Daniele Tronco, segretario generale Spi metropolitano Venezia.

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