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Un po' di Messico a Panarella

Dal 25 al 30 giugno il Polesine si prepara a una pacifica “invasione” dal Messico

Un po' di Messico a Panarella

Il Polesine si prepara a una pacifica “invasione” dal Messico. Dal 25 al 30 giugno, nell’ambito delle celebrazioni per la Virgen di San Juan de Los Lagos, custodita a Panarella, è attesa tra Adige e Po una delegazione di una quarantina di studenti dell’Università Tec di Monterrey, che porteranno in alcune tra le principali piazze polesane il colore e il folclore (ma anche la grande devozione mariana) di quella terra lontana.

Il comitato organizzatore della kermesse “Polesine chiama Messico”, che vedrà momenti di festa ed esibizione ma anche incontri istituzionali ai più alti livelli oltre alla visita dei maggiori siti artistici e culturali del territorio - il calendario verrà reso pubblico martedì 14 giugno - è presieduto don Massimo Barison, parroco di Bottrighe.

In un momento delicato come quello attuale, tra emergenza Covid non ancora rientrata, crisi economica e una guerra nel cuore dell’Europa, quanto può esser importante il ruolo della Madonna e più in generale quello della fede? Li ritiene ancora attuali? 

“Più che ‘ancora’ attuali io credo siano ‘sempre’ attuali. Nell’inseguire produttività e benessere forse abbiamo finito per smarrire il vero senso della vita: ciascuno di noi è chiamato oggi a un serio esame di coscienza e a individuare le reali priorità della sua esistenza. Il messaggio della Madonna in questo senso è chiaro: pur senza perdere contatto con la realtà terrena e con le emergenze del momento, che in questi tempi non sembrano mancare, non dobbiamo farci travolgere dagli eventi cercando invece di riappropriarci dei valori che la Vergine ha testimoniato con la sua esistenza come ad esempio umiltà e accoglienza”.

Sappiamo quanto la devozione mariana sia grande nell’America centrale e nel Messico in particolare. Da “addetto ai lavori”, può aiutarci a fotografare invece la situazione di casa nostra appena archiviato il mese di maggio, tradizionalmente dedicato proprio alla madre di Gesù? 

“Questo territorio è sempre stato caratterizzato da una forte devozione. Con qualche eccezione, e penso alla Rotonda o alla Madonna di Lendinara, più che grandi chiese o santuari mariani abbiamo un sistema composto di tante edicole, piccoli oratori, capitelli, statue o ex voto. Qui tradizionalmente c’era gente povera, forgiata dalle calamità e dalle difficoltà, e affidarsi a qualcosa di superiore aiutava a dare forza e speranza: la fede, grande anche se semplice, è sempre stata legata alle fragilità dei luoghi, alla protezione dei raccolti e degli animali, risorse su cui era fondata la sussistenza delle persone”.

Perché le giovani generazioni d’oggi, e possiamo estendere il ragionamento all’Occidente in generale, sembrano esser così distanti dai valori cristiani che la Madonna incarna? Cos’è cambiato nell’ultimo mezzo secolo? 

“È venuta avanti imponendosi sempre più una mentalità che definirei frutto del nichilismo: oggi i nuovi idoli sono la scienza e la tecnica, salvo poi trovarsi davanti a una guerra che riporta tutti drammaticamente coi piedi per terra. La cultura odierna non contempla il richiamo alla religione e al divino, il vero e unico protagonista appare soltanto l’uomo e i suoi successi, ma io serbo comunque una speranza: la devozione e la fede, anche se in fondo, ci sono ancora e alla fine trovano sempre un modo per venire a galla e tornare in superficie. Non credo quindi all’eclisse del sacro o a all’archiviazione della devozione, certe cose resistono a tutto perché sono più grandi di tutto”.

Quale valore aggiunto può fornire la presenza di un sito devozionale a Panarella? Potrebbe diventare una delle tappe d’obbligo sul modello di quanto ad esempio avviene già con la Madonna di Lendinara? 

“La Virgen di Panarella è proprio alle porte del Parco, nel punto in cui i rami del Po di Venezia e il Po di Goro si separano, e anche per le caratteristiche del luogo, con l’oasi naturale, può prestarsi anche a forme di visitazione che includono una natura splendida e per certi versi ancora incontaminata. Ricordiamo poi che si tratta della sola reliquia della Madonna di San Juan de Los Lagos esistente in Italia quindi per tutti i messicani che vivono nel nostro Paese o quello che arrivano qui per turismo, questo sito può davvero rappresenta una destinazione unica”.

La Madonna di San Juan de Los Lagos in Messico è la protettrice dei più deboli. Anche nel nostro mondo però la povertà e gli “ultimi” sono aumentati in maniera vertiginosa: un suo messaggio di chiusura in proposito. 

“Lo stile di Maria non cambia mai come si recita nel Magnificat ‘ha deposto i potenti ed esaltato gli umili’. Penso che il messaggio teologico della Madonna resti forte e più che mai attuale: Dio si è rivelato alla futura madre di Gesù non nella grande Gerusalemme, metropoli di quei luoghi e di quel tempo, ma nella piccola e sperduta Nazareth, villaggio lontano e sconosciuto ai più che a me ricorda tanto la nostra piccola Panarella…”.

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