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ALLARME SICCITA'

Fiumi a secco, un dissalatore per salvare la nostra acqua

Prevista l’installazione di un dispositivo mobile. “In casi estremi pronti ad utilizzare l’acqua pedemontana”

Fiumi a secco, un dissalatore per salvare la nostra acqua

Prevista l’installazione di un dissalatore “In casi estremi pronti ad utilizzare l’acqua pedemontana”

Pronte le misure per arginare il cuneo salino. La particolare condizione di siccità che vede la quantità di pioggia caduta nell’ultimo periodo di gran lunga inferiore rispetto alle medie storiche, sta continuando ad agevolare il fenomeno di risalita del cuneo salino, ovvero l'ingresso dell’acqua salata del mare lungo l'asta del Po.

Questa situazione, dovesse prolungarsi ancora, rischia di innescare pesanti effetti, sia per quanto riguarda l’irrigazione dei terreni agricoli, sia per la potabilità dell’acqua che viene distribuita nelle case dei polesani. “Ad oggi questa problematica non ha ancora interessato gli impianti gestiti da noi - spiega l’ingegner Andrea Maestri, responsabile settore acquedotto di Acquevenete SpA - In queste ore abbiamo fatto un briefing tecnico interno per valutare quali misure mettere in atto nell’ipotesi che la cosa si prolunghi e arrivi a colpire il nostro impianto più vicino che è quello di Pontemolo che si trova a Taglio di Po".

"Il problema ad oggi non c’è ma l’impianto è sicuramente a rischio, abbiamo cercato le opzioni tecniche per una risoluzione per garantire la produzione idropotabile in condizioni di emergenza. Per questo abbiamo pensato di noleggiare un dissalatore mobile, muovendoci per tempo per assicurarci di averlo a disposizione in caso di necessità perché poi necessita di tempi tecnici per la sua installazione - continua il tecnico - E’ chiaro che questa non è un’attività prevista nella nostra gestione ordinaria degli impianti, ma attualmente il rischio è elevato per le condizioni di aumento della concentrazione di sale nel fiume. Abbiamo implementato i controlli proprio per monitorare meglio la situazione e per vedere come il cuneo salino si sposta nel tempo”. Ad oggi è ancora distante dalla centrale “ma se le condizioni attuali persistono - spiega Maestri - tra qualche settimana potremmo dover intervenire”.

Era già successo nel 2003 che la risalita del cuneo salino avesse interessato la centrale ma allora la cosa venne risolta con un’ordinanza che vietava l’utilizzo dell’acqua potabile. “Quella del dissalatore è sicuramente un’opzione molto valida anche se è chiaro che, pur essendo utilizzato in molte altre parti con successo, è pur sempre una tecnologia che va testata anche se sappiamo che funziona”. Ma questa soluzione non è l’unica presa in considerazione da Acquevenete per arginare e limitare il problema della risalita del cuneo salino. “Durante il focus aziendale - conclude l’ingegner Andrea Maestri - abbiamo deciso che, in parallelo, potremmo utilizzare anche il sistema aquedottistico Savec, del quale siamo proprietari e che si trova in località Camazzole a Carmignano del Brenta (Padova) che, con apposite modifiche di pressione, ci consentirebbe di fornire parte del territorio con acqua Pedemontana”. Una situazione sicuramente critica ma che, al momento, non interessa ancora la nostra acqua potabile e che, se iniziassero le tanto attese piogge, potrebbe risolversi regolarmente.

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