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Eccellenti. Storie che lasciano il segno

Il prefetto Clemente Di Nuzzo: “Il Polesine punti sul turismo”

E' stato il primo ospite del nuovo programma di Delta Radio, dove si è raccontato a 360 gradi. "Questo territorio ha enormi potenzialità".

Affidato a Clemente Di Nuzzo, prefetto di Rovigo, il taglio del nastro, come primo ospite, di "Eccellenti. Storie che lasciano il segno", il nuovo programma in onda su Delta Radio condotto da Fiammetta Benetton. Il prefetto ha concesso una intervista emozionante, molto personale.

Il prefetto è la massima rappresentanza dello Stato sul territorio. Ma poi, cosa fa, di fatto, il prefetto?
“Dividiamo in tre branche fondamentali cosa fa un prefetto. Innanzitutto è il rappresentate del Governo e dello Stato sul territorio. Poi è autorità provinciale di pubblica sicurezza e infine è autorità provinciale di protezione civile. Questi sono le tre branche fondamentali, ma poi il prefetto fa anche tante altre cose. E' un po' il direttore d'orchestra, per esempio nel coordinamento di tutti i soggetti coinvolti nella gestione delle emergenze, e in generale coinvolti nel governo del territorio. Ci occupiamo del coordinamento delle forze di polizia, tutto ciò che attiene alla sicurezza. Ci occupiamo anche dell'accoglienza dei migranti e dell'organizzazione delle elezioni sul territorio".

Come si diventa prefetto?
“Alla carriera prefettizia si accede tramite concorso pubblico con 5 prove concorsuali davvero impegnative. Poi si frequenta un corso di formazione biennale con lezioni in aula e stage nelle prefetture. dopo di che si entra finalmente nella carriera come consigliere di prefettura, poi viceprefetto aggiunto e poi viceprefetto. Poi c’è la nomina a prefetto che è una nomina che avviene da parte del Consiglio di ministri su proposta del ministro dell'interno. È una carriera difficile peró è anche molto stimolante”.

Lei ha girato molto, cambiato molte sedi.
"Certo, per la carriera ho girato diverse sedi. A Rovigo si sta bene. A Rimini ho più ricordi importanti, chiaramente. Per esempio nel 1996 venne a Rimini la principessa Diana, e con lo staff della prefettura abbiamo organizzato la visita. Sono quei ricordi che ti rimangono. Tenne un discorso poi ci fu un pranzo di gala, lei era una figura davvero carismatica. Il ricordo non si cancella”.

Ci sono altri incontri che le hanno lascito un forte ricordo?
“Ce ne sono stati sicuramente tanti. Tutte le visite dei Presidenti della Repubblica, per esempio, dove siamo stati impegnati a organizzare il cerimoniale. Ricordo poi, sempre a Rimini, il meeting per L'amicizia dei Popoli del 2004, che fu un evento di portata internazionale e dove furono presenti sia il Ministro degli esteri israeliano che palestinese. All'epoca ero viceprefetto. Diciamo che il lavoro in prefettura ti porta anche a questi tipi di importanti incontri”.

Oltre alla musica, cosa c'è tra le sue passioni?
“Lettura e cinema, sicuramente. Oggi leggo meno, leggo giornali e saggi, pochi libri ma è un obiettivo che mi devo dare: riprendere la lettura di romanzi. Ho letto molti libri di Umberto Eco. Tanto cinema, questo sicuramente. Vedo un po' ogni genere. Di recente ho visto il film sulla vita di Troisi, Laggiù qualcuno mi ama, e mi è piaciuto molto. Sono legato a molti film uno in particolare è L'attimo fuggente”.

Il suo rapporto con i social?
Ho solo Whatsapp. Mi tengo fuori dal resto, possono essere dei canali che o uno li gestisce un modo professionale oppure non hanno senso”.

Il suo rapporto con i viaggi?
“Effettivamente la carriera impone spostamenti. Il viaggio è sempre qualcosa che ti conquista. Chiaramente ho dovuto vivere dei periodi lontani dalla famiglia. Si deve trovare un punto di incontro. Mia moglie sa che tipo di lavoro faccio, ed è comprensiva e sempre vicina a me. Lo stesso mio figlio. Saluto Michele e Lucia. Lei viene spesso a Rovigo nel fine settimana a trovarmi".

Tornando alla professione, la prefettura sta gestendo diversi stati di crisi, in Polesine.
“Stiamo assistendo alla crisi di una grossa azienda della logistica con il rischio che centinaia di lavoratori restino senza lavoro. Cercheremo nei limiti del possibile di trovare una soluzione per il mantenimento dei posti di lavoro. Poi assistiamo anche al problema di una grossa struttura pubblica di assistenza anziani: anche qui con il contributo del sistema territorio si sta lavorando per trovare una soluzione. Quelli che ci coinvolgono sono sempre problemi importanti. Interveniamo per mettere insieme i diversi ambiti istituzionali dove c'è necessità si mediazione. I sindaci sono i più stretti collaboratori del prefetto. È un rapporto attivo e intenso dove noi mettiamo in campo la nostra esperienza quando i singoli enti hanno bisogno di supporto. E penso che questa collaborazione è una forza del nostro sistema amministrativo italiano. Ci contraddistingue e ha consentito all'Italia di superare momenti difficili”.

Due parole sulla centrale elettrica dismessa del Basso Polesine.
“La provincia di Rovigo ha saputo fare anche scelte molto coraggiose negli anni. E' stata dismessa una centrale elettrica. E ci siamo pionieristicamente dotati di un rigassificatore. Smontare una centrale elettrica è una cosa difficile. Lì poi dovrebbe sorgere un volano importante per il turismo. C'è richiesta di strutture di qualità. Il Delta non diventerà mai Rimini, deve mantenere ed essere geloso di preservare il suo ecosistema. Ma serve una accoglienza di tipo diffuso che potrebbe essere una ottima idea di sviluppo. E' una richiesta che dobbiamo assecondare”.

Se non avesse fatto il prefetto cosa le sarebbe piaciuto fare?
“Sono davvero contento e soddisfatto della mia carriera, ma voglio ricordare mio padre che mi diceva con saggezza di avere sempre un piano B nella vita. E allora, se non fosse andata bene, mi sarebbe piaciuto insegnare storia. Senza la storia non siamo nulla”.

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