VOCE
OCCHIOBELLO
28.03.2023 - 16:47
I lavoratori della Wavin Italia di Occhiobello, gruppo Orbia, nella giornata di martedì 28 marzo si sono astenuti dal lavoro per tutta la giornata e hanno confermato lo stato di agitazione per chiedere il reintegro nel suo posto di lavoro della collega Morena Loro, Rsu, Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e beneficiaria della legge 104, licenziata dopo 23 anni in azienda.
La protesta è stata indetta da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil e dalle assemblee dei lavoratori con il sostegno delle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil. In concomitanza con la giornata di sciopero i lavoratori hanno organizzato un presidio davanti allo stabilimento di via Boccalara e, allo scopo di rendere note le ragioni della protesta, attorno alle 11.30, le rappresentanze sindacali hanno illustrato le motivazioni che hanno portato allo stato d’agitazione.
“Ringraziamo per la massiccia presenza, anche da parte delle altre organizzazioni sindacali, a supporto della mobilitazione contro il licenziamento della lavoratrice – hanno sottolineato il segretario generale della Femca Cisl Padova Rovigo Enrico Rigolin e l'operatore Andrea Bellato - Cgil, Cisl e Uil oggi erano unite per dire no a questa scellerata azione unilaterale che mai era stata comunicata prima ai tavoli sindacali".
"Confidiamo che l’azienda rifletta sul carattere di forte rimostranza – continuano – dimostrata dai sindacati di categoria e confederali, e possa ritornare sui suoi passi. Nell’attesa continueranno le azioni di lotta, sensibilizzando le prossime assemblee di tutte le aziende della provincia di Rovigo associate a Confindustria e programmando ogni altra azione utile a segnalare la gravità di questo caso che suona come un sinistro campanello d’allarme".
"Tra le iniziative in programma chiederemo un minuto di silenzio in tutte le aziende, per la morte di ogni elementare diritto sindacale, faticosamente conquistato”. Al presidio ha partecipato anche la segretaria territoriale di Cisl Padova Rovigo, Stefania Botton, che ha portato la propria solidarietà alla lavoratrice licenziata: “Ancora una volta – ha detto – a perdere il posto di lavoro è una donna. Mentre l’occupazione cresce, le donne continuano ad essere considerate l’anello debole della catena. Non dimentichiamoci che l’Italia è l’ultima in Europa per percentuale di occupazione femminile. In questo caso, in più, si tratta di una donna impegnata per i diritti delle colleghe e dei colleghi come Rsu”.
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