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POLESELLA

Quando Berlinguer venne a Contarina

Una serata interessantissima, alla riscoperta di un grande statista

Quando Berlinguer venne a Contarina

C’era parecchia attesa a Polesella, per il secondo incontro del ciclo “protagonisti della storia repubblicana”, nel corso del quale si riscopriva la figura di Enrico Berlinguer.

E nonostante la pioggia incessante, in diversi non hanno voluto mancare all’appuntamento che portava in Sala Agostiniani due ospiti come Graziano Azzalin e Piero Ruzzante a parlare del leader comunista che hanno conosciuto e apprezzato come militanti e dirigenti del Pci. A introdurre la serata è stato il sindaco Leonardo Raito che ha tracciato un breve profilo di Berlinguer e della sua stagione, contrassegnata dalle difficoltà legate al terrorismo e agli scenari internazionali, ma nel corso della quale il leader sardo seppe produrre sforzi innovativi legati a proposte come compromesso storico ed eurocomunismo, portando il Pci a risultati storici come il 34% delle elezioni del 1976 che sembravano poter sbloccare un sistema politico molto legato.

Graziano Azzalin, nel 1984 era un giovane responsabile di zona per l’area di Contarina e Donada e ha ricordato la partecipazione di Berlinguer all’inaugurazione delle casa del popolo di Contarina il 1 maggio 1984: “Tre segretari di sezione lo avevano invitato e ricevetti la telefonata da Roma che sarebbe venuto a visitarci. Così, in fretta e furia, organizzammo l’occasione che si tramutò in una festa molto partecipata. Ci dissero che Berlinguer non avrebbe parlato in piazza, ma quando vide la tanta gente che era venuta e l’affetto che lo circondava, non si sottrasse da un comizio in cui trattò con grande attenzione i temi che interessavano i militanti”.

Azzalin ha raccontato molti aneddoti dell’episodio, ribadendo anche il valore della scelta simbolica di Berlinguer di passare il 1 maggio, anziché in grandi piazze, con i compagni di Contarina.

Piero Ruzzante, a lungo parlamentare e consigliere regionale, ha invece raccontato le ultime settimane di vita del segretario comunista vissute da lui in prima persona in qualità di dirigente della federazione padovana. Ruzzante, che ha scritto anche il bel libro “Eppure il vento soffia ancora” edito da Utet, ha tracciato un bilancio della stagione di Berlinguer: “stagione di attenzione alle istanze dei più deboli, al ruolo della donna, precursore dei temi ecologisti e ambientali. Berlinguer è stato un grande leader, anche mediatico, ma un leader politico di una statura impareggiabile. A Padova, dopo il suo malore, si strinse attorno all’ospedale tutta Italia, non solo i militanti comunisti e i suoi funerali furono i più imponenti funerali di popolo visti nel paese. Questo perché a Berlinguer erano riconosciute una coerenza e una serietà fuori dal comune”.

Ruzzante ha trattato i temi dell’austerità, della questione morale “un messaggio dato anche all’interno, e non solo una critica al sistema partitico italiano che stava degenerando”, del ruolo dei giovani. Dopo Berlinguer iniziò il declino, anche se la sua eredità e i suoi messaggi, estremamente attuali, restano vivi e dimostrando quanto incisivi e innovativi furono. Al termine degli interventi, moltissime le domande e le riflessioni di un pubblico che non si è scollato dalla sedia fino alla fine. Riconoscimento al livello dei relatori e all’interesse suscitato nei partecipanti da queste serate che, più che nostalgiche, sono momenti di riflessione e di ripensamento di un passato recente che non va dimenticato troppo in fretta.   

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