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IL CASO

"Prendete quella bestia, alzo io la taglia"

Cagnolino ucciso a fucilate, Fabio Benetti aggiunge una importante somma per incentivare le indagini

Arriva il circo ma Fabio Benetti non ci sta

Lui, gli animali li ama davvero. Nessuno può dire il contrario. Fabio Benetti, nella sua Corte Benetti, l'agriturismo alle porte di Buso, ha portato un allevamento di lama, che accudisce con amore, e ha introdotto la pratica del lama trekking, che ha conosciuto un successo travolgente. Così, deve essergli letteralmente andato il sangue alla testa, quando ha letto la notizia riportata dal quotidiano La Voce di Rovigo: nella vicina Anguillara Veneta, un cagnolino, Pepe, è stato ammazzato a fucilate. Tornato a casa grondante sangue, portato di corsa dal veterinario, non ce l'ha fatta. Il proprietario ha messo sul piatto una taglia per trovare il colpevole.

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Una taglia che Benetti ha deciso di alzare, di tasca propria, mettendo a disposizione altri 1500 euro. "In primo luogo voglio mandare un grande abbraccio a chi sta attraversando questa sofferenza - ha detto Benetti -Quando ho letto la notizia sono rimasto incredulo, perché siamo nel 2023, leggere di certi episodi è assurdo. Non serve conoscersi, tra chi ama gli animali, è inevitabile pensare come starei io se lo avessero fatto a me".

"Io non sono né un pubblico ufficiale né una autorità giudiziaria - ha proseguito Benetti - ma mi sono chiesto cosa possa fare da privato cittadino per aiutare a fare luce su questa vicenda, così ho pensato di dare il mio contributo. E' davvero una vicenda che grida vendetta. Dobbiamo anche ricordare come non sia il primo atto di questo tipo, ne abbiamo visti di simili. Ricordo bene che sono intervenuti anche psicologi e psichiatri che hanno dimostrato come chi sia in grado di compiere un gesto del genere su un animale indifeso sia una persona pericolosa, in grado di nuocere anche agli umani. Chi ha sparato al cagnolino va considerato a tutti gli effetti come un possibile omicida".

"Lancio un appello - dice ancora Benetti - Se qualcuno ha informazioni, ovviamente informazioni certe, perché si parla di indicare il responsabile di una azione grave, un reato, lo invito a farsi avanti, perché - lo ripeto - potrebbe accadere a ognuno di noi. Praticamente tutte le famiglie a oggi hanno un animale domestico, non dobbiamo sottovalutare, voglio ribadirlo, il fatto che sia accaduto a un animale. Non solo, lancio un altro appello: le pene per gesti del genere sono ancora troppo basse. Vanno senza dubbio rese più afflittive e, soprattutto, una volta che questa persona sarà identificata, le dovrà essere ritirato a vita il porto del fucile".

"E' arrivato il momento - chiude Benetti - di fare in modo che persone che un domani potrebbero compiere un gesto simile siano disincentivate a farlo, vedendo quello che accade a chi lo ha già fatto. Dobbiamo fare capire che non è possibile farla liscia".

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