VOCE
VENETO
21.04.2023 - 16:41
“Abbiamo creato un collegamento fra uno dei territori più ricchi d’acqua del Veneto e località dove l’acqua dolce, potabile, è merce rara. Lo abbiamo fatto con un progetto avveniristico, che ha anticipato tante tematiche legate all’emergenza siccità. Ieri il cantiere ha iniziato la fase più delicata, l’attraversamento del fiume Po, ed entro qualche settimana l’opera sarà conclusa”: rende noto il Presidente della Regione Veneto, complimentandosi con tutti coloro che hanno lavorato in questi mesi per realizzare il collegamento idraulico fra il punto di prelievo dell’acqua, a Camazzole di Carmignano di Brenta e la centrale di Ponte di Molo, in provincia di Rovigo.
“Possiamo annunciare che tra qualche settimana sarà completata l’interconnessione tra la centrale di Ponte Molo e il Savec, questo il nome dell’opera, che garantisce la potabilizzazione dell’acqua senza dover ricorrere al prelievo dal fiume Po. È un’infrastruttura dalle grandi capacità - preleva ora fino a 950 litri di acqua, dei quali 450 per il sud della regione - che abbiamo finanziato con 2.800.000 euro con il piano del Commissario per l’emergenza idrica 2022. Un intervento che permetterà ad ampie zone del Veneto di affrontare la stagione estiva con maggiore serenità e maggiori strumenti a tutela dell’acqua potabile e del territorio tutto”, prosegue il Presidente.
“La siccità si contrasta programmando e mettendo in cantiere opere lungimiranti, sostenibili e strategiche che trasformano gli acquedotti esistenti, spesso frammentati nel territorio, in un sistema affidabile ed efficiente di adduzione idrica – precisa ancora il Governatore del Veneto -. Opere in grado di sostituire le fonti più a rischio, in particolare quelle delle acque superficiali notoriamente vulnerabili agli inquinamenti e in Veneto anche al cuneo salino, con altre di qualità e quantità garantite quali le acque sotterranee pedemontane, obiettivo appunto del Savec”.
Il problema è emerso l’estate scorsa quando la centrale di potabilizzazione di Ponte Molo, che preleva e potabilizza l’acqua del Po, è stata interessata dal fenomeno del cuneo salino, ossia la risalita di acqua di mare lungo il fiume (per oltre 30 km dalla foce), che ha imposto al gestore del servizio idrico Acquevenete di utilizzare un dissalatore per riuscire a continuare ad erogare acqua potabile ai cittadini del Polesine.
Per risolvere definitivamente il problema, fra le opere del Piano emergenziale siccità redatto dal Presidente della Regione nel ruolo di Commissario per l’emergenza idrica 2022 varato la scorsa estate, è stato pianificato il collegamento della centrale di Ponte Molo alla rete acquedottistica che parte ben 150 km più a monte, dal campo pozzi di Camazzole a Carmignano di Brenta. In un’area dove l’acqua è abbondante, di grande qualità, in appezzamenti di terreno sottoposti a vincoli per proteggerli da possibili inquinanti.
L’intervento prevede, ed è in corso in questi giorni, anche l’attraversamento del fiume Po, con un tubo spinto in maniera telecontrollata sotto l’alveo del fiume per circa un chilometro, per sbucare poi presso la centrale di Ponte Molo. La conclusione dell’opera è prevista entro fine maggio.
“Il mio ringraziamento va ai gestori idrici del Veneto e a tutti coloro che stanno lavorando in questo cantiere dai contenuti davvero unici – conclude il Presidente della Regione -, è un ponte ‘blu’ che collega la nostra regione, dove l’acqua è trattata come un bene prezioso, da condividere e gestire senza alcuno spreco. È l’immagine di un Veneto che dialoga con l’ambiente in maniera attenta e consapevole, tutelando le risorse con lo sguardo al futuro”.
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