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STRADE
26.04.2023 - 07:36
Amidei (Fdi): “Usati così non servono a fare prevenzione”. Stefani (Lega): “Esistono altri metodi”
Le parole del ministro delle infrastrutture Matteo Salvini trovano l’approvazione dei parlamentari di maggioranza: i velox nei piccoli Comuni vanno regolamentati perché, allo stato attuale, creano solo danni ai contribuenti, in termini di costi, e nessun vantaggio in termini di sicurezza sulle strade.
A condividere le parole del leader leghista, che annuncia la riforma del codice della strada e una stretta agli apparecchi di rilevazione della velocità, è il senatore polesano di Fratelli d’Italia, Bartolomeo Amidei, convinto, anche lui, che l’uso di questi dispositivi sia mirato a fare cassa, e non prevenzione. E il Polesine, purtroppo, a suo dire, ne è un esempio lampante. “Esiste un giudizio omnicomprensivo di come venga utilizzato, se impropriamente o correttamente, lo strumento autovelox, fisso o mobile che sia”. Una questione che non si ferma ai velox ma che si può allargare anche ad altri tipi di rilevatori: “Sarei curioso di sapere - continua Amidei - se i dispositivi montati sui semafori rispettino davvero i secondi prestabiliti prima di scattare”.
In ogni caso, per Amidei “non si può proprio dire che il ricorso ai velox non sia ormai abusato. E sono i dati stessi a parlare: dal momento in cui troviamo dei velox che fanno milioni di euro l’anno di multe è chiaro che qualcosa non quadra”.
A puntare il dito contro i piccoli Comuni era stato qualche giorno fa il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, annunciando una stretta - ancora allo studio - per ridurre il ricorso ai velox. E il Polesine, tra i suoi piccoli Comuni, fa un record: ben cinque sono nella top 10 dei comuni veneti per incassi da multe per abitante, e tra i primi 50 a livello nazionale.
In Polesine, dunque, c’è un abuso di questo strumento? “L’autovelox è utile, ma è evidente che esiste un abuso vero e proprio - spiega Amidei - io dico no all’autovelox come bancomat dei Comuni, e non lo dico solo io: l’ha detto anche il Codacons. Credo quindi che sia necessario fare una revisione della normativa. Capisco che i Comuni piccoli abbiamo problemi nel far quadrare i conti, ma questo è un vero e proprio uso improprio finalizzato a fare cassa a scapito dei cittadini. Io ho fatto il sindaco per dieci anni e so bene quali sono i problemi dei Comuni, ma non possiamo perseguire la logica che debbano essere sempre i cittadini a pagare. Usato così il velox non fa prevenzione: pattuglie nascoste fin troppo bene e apparecchi posizionati in aree nascoste, che prevenzione fanno? Non possono essere un deterrente alla velocità se non si vedono”.
Dello stesso parere anche il deputato della Lega Alberto Stefani: “C’è una via di mezzo tra togliere del tutto gli autovelox di torno e posizionarli ogni 100 metri - sostiene - anche perché le multe rischiano di colpire chi si muove di più in strada per lavoro, magari aggravando situazioni finanziarie familiari già precarie. Si può controllare la velocità anche con controlli a campione e posizionamenti, anche da remoto della polizia locale, senza farli funzionare 24 ore su 24. In questo modo si può intervenire con una strategia di repressione degli illeciti stradali, tenendo conto di una serie di variabili territoriali senza far sapere all’utenza gli orari dei controlli. Questo metodo è già sperimentato in molti Comuni”.
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