Cerca

La crisi della casa di riposo

Iras, nell'accordo spunta un milione in più e torna l’incubo del patatrac

La conferenza dei capigruppo ieri si è arenata: non c'è la data per il consiglio. E tutto è di nuovo in bilico.

Iras, nell'accordo spunta un milione in più e torna l’incubo del patatrac

Casa Serena: non è ancora finita.

Torna il patatrac Iras. Quando l’accordo per salvare la casa di riposo, immersa in un mare di debiti, sembrava ad un passo ecco una nuova doccia gelata capace di far naufragare una soluzione. Mettendosi di traverso alla road map indicata per chiudere l’operazione entro una decina di giorni. Ieri alla conferenza dei capigruppo consiliari, che doveva decidere la data del consiglio comunale, si è arenato tutto.

Nuovi ostacoli che hanno portato a non decidere alcuna data per il consiglio, e che sono in grado di mettere a repentaglio la tenuta stessa dell’accordo che ieri la giunta regionale ha votato, ma su cui diversi capigruppo hanno dichiarato di volerci vedere chiaro.

Al vertice di ieri pomeriggio, durato circa due ore, è saltato fuori che il Comune di Rovigo dovrebbe sostenere un milione di euro in più per far andare in porto l’operazione. Un milione legato alla dismissione e allo smaltimento dell’area cucina di Casa Serena per fare spazio ad uffici e aree destinate ai servizi dell’Ulss 5.

I cui canoni nel testo dell’accordo votato dalla Regione, inoltre, sono diversi da quelli che aveva definito il Comune. In sostanza il Comune di Rovigo aveva aveva preventivato, come annunciato dal sindaco Gaffeo, di mettere sul piatto della bilancia per il salvaIras 8 milioni di euro, ricorrendo a fondi di bilancio e mutui. Il milione di surplus, però, non sarebbe sostenibile. Ed ecco che ieri pere che il segretario generale Ballarin abbia espresso contrarietà alla firma dell’accordo di programma nel testo mandato pochi giorni fa dalla Regione, perché sprovvisto di equilibrio finanziario per le casse comunali.

Parere contrario che potrebbe arrivare anche da altri dirigenti di palazzo Nodari. Michele Aretusini, capogruppo Lega, però dice di non aver visto alcun parere negativo “quindi si deve andare avanti e si deve convocare il consiglio comunale per votare l’accordo”.

La situazione ieri si è fatta incandescente perché alcuni capigruppo hanno evidenziato perplessità e molti dubbi nel votare delibere così importanti dal punto di vista finanziario senza il parere positivo dei dirigenti del Comune. Il sindaco Gaffeo ha provato a fare sintesi e mediare, dicendo che il testo potrebbe andare in consiglio anche col parere negativo e rimesso alla decisione del consiglio comunale.

L’ultima carta da giocare, oggi, sarebbe una chiamata all’assessore regionale Lanzarin per chiedere di limare il testo dell’accordo per ridurre quel milione di euro di costo supplementare. Il fatto è che la giunta regionale proprio ieri ha votato il testo, dichiarandolo “blindato”. Dovrebbe quindi fare retromarcia e rivedere ancora il testo dell’intesa. E si attende anche il parere definitivo della ragioneria comunale. Ma le premesse non sono affatto buone. E il destino dell’Iras torna ad essere sul baratro.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400