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“Culla che prepara alla vita”

Silvia Polato: “Con il passare degli anni vedo gli studenti sempre più consapevoli di questo tesoro”

“Culla che prepara alla vita”

Ancora un successo per la “Notte del liceo classico” organizzata dal liceo Bocchi-Galilei e che ha visto protagonisti ancora una volta gli studenti insieme agli insegnanti. La novità di quest’anno è stato il coinvolgimento di allievi di altri indirizzi. E se il buon giorno si vede dal mattino, la prima ha avuto un esito strepitoso. Come spiega la dirigente scolastica Silvia Polato. “Tutti gli indirizzi liceali sono presìdi del sapere, di quella cultura che prepara all’Università e alla vita”.

E subito puntualizza: “La festa non vuole essere un momento meramente autocelebrativo ma soprattutto un momento di riflessione. E’ innegabile che il liceo classico è presidio di un sapere che comprende tutti gli altri saperi perché lo studio delle lingue antiche, latino e greco, consente un approfondimento e uno sviluppo delle competenze linguistiche, lessicali e culturali che non ha pari”.

E ancora: “Sviluppo delle capacità di elaborazione e astrazione è data prima di tutto dall’opportunità di cogliere in modo approfondito una continuità tra passato e presente. Lo studio dei classici anzi insegna a comprendere che quel passato è insito nel presente, lo alimenta, gli dà forma, offre modelli e termini di paragone. L’identità dello studente che frequenta il classico – sottolinea Silvia Polato - cresce con il passare del tempo. Posso dire che negli anni vedo ragazze e ragazzi cambiare e diventare sempre più consapevoli del tesoro che stanno accumulando”.

La dirigente del Bocchi-Galilei prosegue osservando che “l’approccio alle discipline, specie linguistiche e umanistiche, è diverso fin dall’inizio: lo spirito di ricerca ne caratterizza lo studio. Pensiamo al latino o al greco. La memorizzazione di declinazioni e coniugazioni, vocaboli, regole sintattiche non è mai fine a se stessa. Oggi la modalità di lavoro è parzialmente cambiata e cambia costantemente: tuttavia qui nulla si fa meccanicamente, non si lavora né si studia seguendo le istruzioni per l’uso, ma si costruiscono i fondamenti del sapere, di un sapere che consente un approccio critico alla realtà, la quale è sempre diversa e richiede una mente flessibile come quella di chi ha acquisito strumenti potenti per leggerla , interpretarla”.

Quindi conclude con “un grazie a tutti i docenti che hanno lavorato moltissimo per accompagnare gli studenti e che hanno saputo sollecitare in loro la motivazione a realizzare questi laboratori in cui sono stati attori comprimari accanto ai protagonisti veri, ovvero quei giganti che hanno dato vita e alimentato la cultura classica”.

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