VOCE
canda
15.05.2023 - 19:31
Già da anni viene denunciata ai Comuni di Canda e Badia Polesine la situazione in cui versano via Boalto a Ponente e via Ballerine Est, per entrare in Transpolesana direzione Cà Giovannelli, ma il risultato è sempre il solito assordante nulla di fatto.
In questi giorni di piogge la situazione è ulteriormente peggiorata creando al centro delle strade e lungo il ciglio buche che pericolosamente si stanno trasformando in voragini pronte a distruggere pneumatici e semiassi. Gli argini stanno sprofondando soprattutto lungo il lato in cui, la scorsa estate, sono stati eseguiti lavori di escavazione e messa a terra di tubazioni per collegare l’impianto fotovoltaico di Badia Polesine alla centrale elettrica di Ramodipalo. Per accedere alla Transpolesana dalla località Le Giare si deve effettuare un vero camel trophy, non solo per le buche che trapuntano l’intero manto stradale, ma anche perché la strada è per metà asfaltata e per metà con ghiaia frutto di lavori eseguiti e mai ultimati.
Sono strade all’estrema periferia sia di Canda che di Badia Polesine, anzi proprio la strada divide il confine tra i due Comuni e mai come in questo caso è vero il detto che il cane di due padroni muore di fame. C’è da chiedersi dunque se i residenti delle vie periferiche siano cittadini di Serie B con diritti inferiori anche in ordine alla sicurezza. Da anni si denuncia il problema di un traffico pesante eccessivo lungo via Boalto a Ponente dove peraltro insiste, in ingresso dalla Strada Provinciale 15, un divieto ai mezzi superiori a 7,5 tonnellate (eccetto i residenti) e che viene puntualmente disatteso creando situazioni di pericolo quando si incrociano veri e propri bisonti della strada. Le misure della piccola arteria stradale non sono assolutamente adeguate a tale traffico tant’è che non esiste nemmeno la linea di mezzeria.
Si tratta infatti di una vecchia strada, sterrata fino 40 anni fa dove passavano autovetture, trattori e, fino a vent’anni fa circa, anche le ultime greggi di pecore. Questo non tanto per produrre “l’effetto amarcord” quanto per sottolineare la totale inadeguatezza della strada (antico argine) di fronte ad un traffico eccessivo.
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