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CANTIERE VITTORIA

Si alzano i veli su Veloce 32 Rph

Natante dal design moderno e accattivante che si inserisce nei brand luxury più blasonati della nautica

Si alzano i veli su Veloce 32 Rph

Un’altra giornata storica per il Cantiere navale Vittoria: giovedì prossimo, 18 maggio, alle 11, nell’azienda in via Leonardo Da Vinci, avverrà la presentazione di Veloce’ 32 Rph, il nuovo superyacht di Vittoria yachts. Interverranno: Paolo Duò presidente di Vittoria yachts, Michele Zorzenon, ceo di Vittoria yachts e Luigi Gambelli ceo di Timone yachts group.

Così si appresta ad essere lanciato sul mercato Veloce 32 Rph, il nuovo yacht realizzato da Vittoria yachts, la divisione luxury dello storico brand Cantiere navale Vittoria.

“Dopo 16 mesi di lavorazione, la posa della chiglia era avvenuta nel gennaio del 2022 – si legge in una nota dell’azienda - scafo e struttura della nuova imbarcazione verranno ufficialmente presentate a stakeholder e stampa negli headquarters del Cantiere navale Vittoria. Contestualmente – prosegue la nota - viene inaugurata anche la partnership commerciale con Timone yachts group, concessionario per i più blasonati brand della nautica di lusso, che potrà essere personalizzata a piacimento dal cliente finale”. Nell’occasione, è prevista la visita in anteprima a Veloce, un 32 metri dal design moderno e accattivante che, una volta terminato con le finiture e la realizzazione degli interni, saprà sintetizzare splendidamente la forte tradizione del Cantiere nella realizzazione di scafi solidi e performanti per le forze dell’ordine con il comfort e il design tipici dei superyacht.

Con lo sbarco nei superyacht viene scritta un’altra pagina importante dello storia gloriosa della famiglia Duò legata alla straordinaria vicenda imprenditoriale navalmeccanica che si appresta a varcare il secolo. Significativo quanto si legge a pagina 63 del libro “Cantiere navale Vittoria: l’arte di navigare il mare e il tempo” dedicato al centenario: “Imparano in fretta i fratelli Duò, spinti dalla passione per un mestiere antico che sta diventando moderno, cavalcando l’onda di una rivoluzione che non è solo tecnologica, ma prima di tutto culturale: prima il maestro d’ascia preparava inserti tra i legnami, adesso si piantano chiodi nei metalli”.

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