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ROVIGO

Pm10, 26 sforamenti in 4 mesi ma per il Comune “è positivo”

Bastano nove giornate da bollino nero entro fine dell’anno per finire ancora fuorilegge

Pm10, 26 sforamenti in 4 mesi ma per il Comune “è positivo”

Dati positivi per la qualità dell’aria in città. A conclusione delle ordinanze di limitazione del traffico e delle combustioni da biomasse, attive nella stagione invernale e fino al 30 aprile scorso, la qualità dell’aria a Rovigo ha riportato quest’anno per la prima volta valori di Pm10 che rimangono ben al di sotto del limite imposto dall’Unione europea in termini prudenziali a salvaguardia della salute. Lo comunica l’assessore all’ambiente Dina Merlo, spiegando che gli sforamenti massimi ammessi dalla Ue sono fino a 35 giorni all’anno del valore limite di 50 microgrammi per metrocubo d’aria di Pm10.

A Rovigo dall’inizio dell’anno e fino ad oggi, gli sforamenti registrati sono stati 26, un valore che è inferiore rispetto al limite massimo di 35 valori ammessi ma che lascia soltanto nove giorni di sforamenti possibili a fine anno, quando - solitamente da ottobre - le Pm10 torneranno su valori medi più alti del limite consentito.

Eppure, per l’amministrazione si tratta di “un dato molto positivo, che si verifica per la prima volta negli ultimi anni. Dai dati Arpa Veneto risulta che a Rovigo alla stessa data si registravano il 23 maggio del 2019 un numero di superamenti di Pm10 pari a 51, al 23 maggio 2020 i superamenti erano 46, al 23 maggio 2021 erano 35 e al 23 maggio 2022 erano 39. Questo trend dimostra, in particolare quest’anno, una graduale tendenza all’abbassamento nel corso degli anni dei valori di superamento dei limiti per il Pm10, indicativo di una riduzione dell’inquinamento e di un graduale miglioramento della qualità dell’aria a Rovigo, anche grazie alle misure adottate”.

L’assessore Merlo ricorda che, “da quando vengono eseguite le rilevazioni, negli anni scorsi in questo stesso periodo i superamenti erano già stati ampiamente superati e sottolinea che i periodi più critici in termini di accumulo di polveri sottili sono gennaio-febbraio e nell’ultima parte dell’anno il mese di dicembre. Negli ultimi sei anni a Rovigo il superamento dei 35 sforamenti annuali avveniva già a febbraio-marzo. Nel 2023 nei mesi di gennaio e febbraio abbiamo avuto alcune allerte rosse e arancioni, ma dal conteggio totale dei giorni di criticità i superamenti sono risultati ancora ben al di sotto dei limiti”.

“In questi anni - concudono dal municipio - il Comune di Rovigo ha messo in atto a livello comunale tutte le misure previste dal Pacchetto di azioni per il miglioramento della qualità dell’aria dalla Regione e dall’Accordo di Bacino padano, che comprendono fra l’altro le limitazioni del traffico, dell’uso delle biomasse e le domeniche ecologiche. L’inverno 2023 è stato caratterizzato da una crisi energetica generale, che certamente ha determinato comportamenti più virtuosi in termini di risparmio energetico, che possono diventare una buona pratica da mantenere e consolidare. Tuttavia, sono in atto cambiamenti sia da parte dell’amministrazione che nel comportamento dei cittadini, che porteranno a nuove azioni di efficientamento energetico degli edifici, investimenti nelle energie rinnovabili, maggiore ricorso alla mobilità sostenibile, che potranno stabilizzare il livello ridotto di emissioni delle polveri e migliorare il quadro complessivo della qualità dell’aria”.

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Commenti all'articolo

  • frank1

    30 Maggio 2023 - 08:05

    qualcuno avverta i picoli Greti di bruxelless che rovigo è nela pianura padana...in una "canalone" lungo e stretto...dove viene impedita la circolazione dell'aria per via delle montagne.difatti anche se fermiamo al 100% le odiate / dal'eu) auto,il risultato finale NON cambia!!! look down docet!! aggionatevi...benpensanti perdenti ecologisti!!

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