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Iras, tempo scaduto, “si voti”

Domani la riunione dell’aula. Aretusini insiste: “L’emendamento anche col parere negativo”

Iras, tempo scaduto, “si voti”

Domani la riunione dell’aula. Aretusini insiste: “L’emendamento anche col parere negativo”

Tempo scaduto per l’Iras. Lo dice la Regione rispondendo alla richiesta del Comune di Rovigo di avere più tempo per una risposta all’accordo di programma. E intanto domani alle 16 scatterà il consiglio comunale che dovrà esprimersi sullo schema di intesa fra Regione e Comune, già approvata dalla giunta veneta, ma sonoramente bocciata dai dirigenti e dai revisori dei conti di palazzo Nodari. Un consiglio comunale che vedrà anche la discussione sull’emendamento Aretusini che approda in aula col parere negativo della segreteria comunale, che lo considera alla stregua di una nuova delibera e quindi bisognoso di procedure e tempistiche differenti.

Una situazione quindi che si sta avvitando in un caos formato da procedure, richieste, scadenze e pareri. La sostanza è che se entro la fine del mese alla Regione (o al massimo il primo giugno) non arriverà una risposta positiva all’accordo di programma salterà tutto l’impianto per salvare Iras. Aprendo così le porte alla liquidazione, e a tutte le conseguenze economiche e legali del caso.

La Regione ieri la Regione ha messo nero su bianco la sua posizione. Nella risposta alla richiesta della presidente del consiglio comunale Nadia Romeo di posticipare i termini dell’accordo da Venezia hanno ribadito che “l’indicazione del temine del 30 maggio discende dall’accordo con i fornitori di Iras che hanno subordinato l’accettazione al pagamento, entro tale termine, quale disponibilità vincolante per la sottoscrizione dell’accordo transattivo a saldo e stralcio”. Infine l’epitaffio sull’Iras: “Decorso detto termine gli accordi di intendono decaduti”. E quindi “necessario giungere ad una decisione del consiglio comunale nel più breve tempo possibile”. Insomma al massimo entro la settimana serve una risposta. Una sorta di game over sull’Iras.

In consiglio Per qualcuno però non è ancora detta l’ultima parola. Oggi pomeriggio tornano a riunirsi i capigruppo consiliare in vista del consiglio comunale di domani. Dovranno fare il punto della situazione alla luce dell’emendamento Aretusini. Che anche col parere negativo della segreteria generale potrà essere affrontato dai consiglieri in aula, a meno che oggi non si decida diversamente. “Io non recedo - sostiene Michele Aretusini, capogruppo Lega - sono convinto che la mia proposta è l’unica in grado di salvare Iras.

Al consiglio chiedo solo la presenza e se non si è d’accordo in toto, l’astensione. Ci penseremo noi poi a votare l’emendamento”. Una proposta più in salita che mai perché oltre al no dei dirigenti prevede anche un ribaltamento di quello che il Comune ha sempre sostenuto. L’emendamento-delibera infatti chiede al Comune di lasciar perdere l’accordo con Regione e Ater per salvare Iras e ridare vita a Casa Serena, e chiede di puntare tutto sul solo salvataggio della casa di riposo, erogando 3,1 milioni di euro come compensazione degli ammortamenti degli investimenti di Iras e per evitare il pericolo di contenziosi legali. E tuttavia Nadia Romeo, presidente del consiglio comunale ripete che “occorre trovare la via per salvare Iras, ci lavoreremo fino in fondo è l’unico obiettivo del consiglio”. Oggi si capirà quali proposte approderanno in aula. La sensazione è che giunti a un centimetro dal geme over solo un miracolo possa salvare l’istituto per anziani di Rovigo.

Ad assistere al consiglio è probabile che vadano anche lavoratori dell’Iras, per far sentire la propria presenza e chiedere di non essere lasciati soli.

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