VOCE
La crisi della casa di riposo
04.06.2023 - 07:00
L'assessore Manuela Lanzarin
Niente liquidazione di Iras. Per ora. Lo spiega l’assessore regionale Manuela Lanzarin che però dice anche, papale papale, “il comune di Rovigo ci dica quello che intende fare con Iras. Questo approccio ci lascia perplessi, ci attendiamo delle comunicazioni ufficiali”. L’assessore regionale a sanità e servizi sociali dichiara di non aver ancora ricevuto comunicazioni formali di quanto successo nei giorni scorsi (rinvio del consiglio comunale e risposta su accordo di programma posticipata di almeno altri 10 giorni), anche se sa benissimo quello che è avvenuto “e per questo nei prossimi giorni faremo il punto con il commissario Iras e prenderemo i provvedimenti del caso per assicurare continuità all’istituto per anziani di Rovigo”. Che provvedimenti? “Quelli legati alle scadenze che avevamo definito in un modo e che ora dobbiamo rivedere, soprattutto alla luce del piano di risanamento di Iras con i debitore che prevedeva di entrare in vigore dal 31 maggio. Ma ancora non c’è un accordo firmato”.
E il rischio della messa in liquidazione? “Per ora non faremo niente del genere perché prima cogliamo capire come intende muoversi il Comune. Ma è chiaro che se il Comune continuerà a bocciare tutte le strade una decisione andrà presa. I dirigenti hanno detto no all’accordo di programma. L’emendamento non è stato ammesso. Ora ci auguriamo che la strada possa essere quella indicata dalla nuova proposta presentata in Comune e che sarà discussa al prossimo consiglio”.
Insomma la Regione Veneto pare intenzionata a concedere altro tempo al Comune di Rovigo per indicare la propria linea di condotta. A partire dai prossimi giorni i dirigenti esamineranno la proposta di Aretusini per depositare il parere che dovrà accompagnare la stessa proposta. Ma al di là dell’aspetto tecnico (ci sarà anche il parere dei revisori dei conti) adesso il focus è puntato su quello politico. E soprattutto sulla maggioranza che rischia la rottura sulla proposta di Aretusini (erogare 3 milioni per il salvataggio di Iras lasciando Casa Serena al suo destino). Nello Chendi, capogruppo del Pd ha già dichiarato di essere disposto a lavorare su questa ipotesi, per migliorare l’idea del capogruppo della Lega, considerandola, però, una base di partenza.
Non tutti, però, all’interno del Pd la pensano allo stesso modo. E man mano che passa il tempo le perplessità, e le posizioni personali, potrebbero aumentare ulteriormente. Senza contare le nuove frizioni che si sono create fra sindaco Gaffeo e il capogruppo dem proprio a causa della decisione di rinviare il consiglio comunale convocato lo scorso primo giugno. Anche i prossimi dieci giorni si annunciano caldi. E non solo per il clima.
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