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"Dove non ce l'aspettiamo c'è qualcuno che attende il Vangelo"

Il vescovo della Diocesi di Adria e Rovigo, Pavanello, al pellegrinaggio della Tredicina al Santo di Padova

"Dove non ce l'aspettiamo c'è qualcuno che attende il Vangelo"

Anche martedì 6 giugno Basilica del Santo di Padova gremita per la celebrazione della Tredicina, alle 18 con il Pellegrinaggio della Diocesi di Adria-Rovigo accompagnato dal vescovo Pierantonio Pavanello che nella sua omelia, ricordando l’episodio della predicazione ai pesci, ha invitato a narrare il Vangelo nei posti più impensati.

"La dove non ce lo aspettiamo – ha detto Pavanello – c’è qualcuno che attende di sentire il Vangelo, ma occorre che ciascuno di noi lo mostri con le opere prima che con le parole. La ‘scristianizzazione’, l’assenza di generazioni giovani dalla pratica religiosa e il tipo di vita che possiamo definire 'pagana' di oggi, può farci pensare che non ci siano chance nel Cristianesimo e che forse saremo gli ultimi. Ma possiamo porci da un altro punto di vista: possiamo chiederci se non si possa essere noi i primi di una nuova generazione cristiana. Ciò dipende da come riusciremo a far risuonare il Vangelo nel cuore dei nostri fratelli e sorelle accompagnando le parole con gesti di accoglienza".

E sul tema dell’accoglienza si è svolta, la sera stessa, la Notte di Miracoli, dalle 21 alle 24. Una Basilica del Santo illuminata dalla luce delle candele che ha spalancato le sue porte in un abbraccio a tantissime persone, giovani ma non solo, che hanno raccolto l’invito di questa serata così particolare e sono entrati nel Santuario dove campeggiava dinanzi all’altare la Croce di Mariagrazia Toto “Voca me” realizzata con i legni di vecchie imbarcazioni, simbolo del naufragio di migranti a Milazzo. La Croce è giunta a Padova circa un anno fa, alla fine del Cammino di Antonio, ed in Basilica è divenuta simbolo per tutti i pellegrini che hanno intrapreso il viaggio sulle orme di Antonio. E ieri sera, è divenuta anche simbolo di accoglienza e fraternità in un itinerario di preghiera per avvicinarsi ad Antonio e arrivare a Dio: dalla croce dei profughi come fu profugo Antonio in Sicilia, alla Statua votiva, alla Tomba, alla Cappella del Tesoro. A seguire è stata impartita ai presenti la Benedizione con la Reliquia del Santo.

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