VOCE
L'intervista
07.06.2023 - 12:59
Mancano meno di trenta giorni all’entrata in vigore della Riforma dello sport, una vera e propria rivoluzione copernicana nel mondo, soprattutto, del dilettantismo. Ne parliamo con Filippo Carlin, commercialista, vice presidente dell’Ordine di Rovigo, Presidente della Commissione “Enti Sportivi Dilettantistici” del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Dottor Carlin il primo luglio andrà in vigore la riforma, sarà proprio così e vi sarà un nuovo rinvio?
“Ad oggi, stando alle ultime dichiarazioni del Ministro dello sport Abodi, l’entrata in vigore sembra essere sicura. Ricordo come uno dei motivi del rinvio dal primo gennaio al primo luglio sia stato proprio perché gran parte dello sport in Italia è sport di squadra, con stagioni sportive che terminano proprio a giugno ed iniziano il primo luglio. Una delle richieste più pressanti è arrivata dalla Federcalcio, il movimento che raccoglie il maggior numero di tesserati e praticanti. Aggiungo che un rinvio senza mettere le mani in maniera profonda e sostanziale su aspetti cardine della riforma, lo ritengo assolutamente inutile.
Il movimento sportivo, soprattutto quello dilettantistico, è pronto ad affrontare gli importanti temi che propone la riforma?
“Assolutamente no. Nell’ambiente sportivo vi è molta apprensione dovuta essenzialmente all’impreparazione di chi non conosce con precisione le nuove norme e il loro impatto nella gestione delle associazioni e società sportive, nonché dei maggiori costi che ne deriveranno. Come Ordine dei Commercialisti ci stiamo mettendo del nostro, con incontri organizzati su tutto il territorio provinciale. A gennaio nella nostra sede di Rovigo, venti giorni fa a Porto Viro e il prossimo ad Occhiobello il 19 giugno. Personalmente sono stato chiamato a parlarne a Padova e Belluno, nel mese di maggio, dalla Federsci veneta ed il prossimo 12 giugno dall’amico Luca Pastorello alla Figc di Rovigo”.
Ma cosa spaventa di più?
“Inutile negarlo, quello che spaventa di più le associazioni e società sportive del mondo dilettantistico sarà l’aumento dei costi, sia quelli indiretti, derivanti da più attente e precise modalità di gestione degli enti, che quelli diretti, collegati alla gestione di atleti, allenatori, istruttori, dirigenti cui vengono delegate precise mansioni”.
Parliamo allora di quelli che sono i maggiori costi legati alla gestione di atleti ed istruttori.
“La parte del D.Lgs. 36/2021 che riguarda il nuovo lavoro sportivo è sicuramente quella più impattante, non solo sui bilanci delle associazioni e delle società sportive ma anche nello stesso modo di concepire e ricompensare la prestazione dell’atleta. Le norme attualmente in vigore dal primo giugno saranno sostituite da nuove norme, le vecchie verranno abrogate, cancellate, non ve ne sarà più traccia nel nostro ordinamento”.
Questo per dire che non potranno essere reintrodotte.
“Dal 1 luglio la differenza giuridica, non quella sportiva che rimane, non sarà più tra atleti professionisti e atleti dilettanti, ma tra volontari dello sport e lavoratori dello sport, dove i primi dovranno prestare la loro attività in maniera assolutamente spontanea e gratuita, salvo il rimborso di spese effettivamente sostenute”.
Lavoratori dello sport, una categoria assolutamente nuova.
“Assolutamente sì, indipendentemente dal fatto che si pratichi uno sport che il Coni definisca dilettantistico”.
Ma allora quali sono gli sport professionistici in Italia?
“Nel nostro paese il professionismo sportivo è previsto, unicamente per il settore maschile, nel calcio (serie A, B e C), pallacanestro (serie A1), nel golf e nel ciclismo”.
Il resto è tutto dilettantismo.
“E’ dilettante, ad esempio, l’atleta sudafricano o argentino che arriva a Rovigo per giocare a rugby nel massimo campionato italiano e che ha fatto dello sport della palla ovale la propria professione.
Mentre dal primo luglio?
“Dal primo luglio, chiunque riceverà un compenso per la propria attività sarà considerato un lavoratore, con tutto quello che ne consegue ovvero imposizione fiscale, contribuzione previdenziale e copertura assicurativa. Sono previste delle fasce di esenzione, delle franchigie, e delle diverse tipologie contrattuali d’inquadramento, ma il concetto di base non cambia. Quindi Irpef, Inps ed Inail, per essere chiari, per chiamare le cose con il proprio nome che porteranno inesorabilmente ad un aggravio economico, piccolo o grande che sia, per le associazioni e società sportive”.
Quale potrà essere la diretta conseguenza di questo?
“Nel brevissimo forse non vedremo particolari conseguenze, perché, come accennavo in precedenza, c’è tanta impreparazione tra i dirigenti delle associazioni e società sportive che, in alcuni casi, affronteranno che superficialità e leggerezza quello che sta portando con sé la riforma. Dalla stagione 2024/2025 sicuramente le cose cambieranno. Per reggere i maggiori costi vi dovranno essere entrate superiori, ma in questo momento chiedere ulteriori investimenti agli sponsor o trovarne di nuovi risulta veramente difficile”.
Un ridimensionamento generale del movimento?
“Purtroppo, questa potrebbe essere una via d’uscita. Ma un’altra è anche quella di investire maggiormente nel movimento giovanile, atleti di valore ‘fatti in casa’ con costi di gestione sicuramente minori. E sotto questo punto di vista, un maggior coinvolgimento delle istituzioni scolastiche sarebbe il massimo, non solo per la pratica dell’attività sportiva in sé, quanto per la maturazione e formazione a diventare ‘donna’ o ‘uomo’ del giovane che si applica allo sport.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 