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"Le mamme che lavorano sono discriminate"

I Rodigini: “Occorre riflettere e fermare le discriminazioni”. “Servono più tutele, soprattutto ne privato”

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Lavoro e famiglia, due aspetti fondamentali della vita, ma che per le donne sono spesso difficili da conciliare. Ancora oggi il mondo del lavoro e la società in genere sono pieni di pregiudizi nei confronti delle mamme lavoratrici, spesso poco tutelare, che devono farsi in quattro. Ancora c’è chi non vede di buon occhio una donna che dedica il proprio tempo ad attività lavorative quando ha un bambino piccolo. E anche tra le persone comuni, di Rovigo, c’è chi ha dovuto sentire nel corso della propria vita il peso di essere madre o di volerlo diventare.

Dice, infatti, Sara: “C’è ancora una discriminazione diffusa nei confronti delle madri che vogliono continuare a lavorare dopo la nascita del figlio. Io in primis ho dovuto subire una forma di discriminazione ad un colloquio di lavoro durante il quale mi è stato chiesto se assumessi la pillola anticoncezionale. Trovo sia un argomento sul quale dobbiamo riflettere, a partire dalle scuole. Mia figlia ha già affrontato più volte questa tematica e sono contenta, ma serve anche iniziare a mettere in pratica qualcosa di concreto per tutelare le madri lavoratrici”.

Dello stesso parere è Alessia che racconta: “Non sono stata personalmente toccata da questa tipologia di problemi, però ho diverse amiche che hanno dovuto far fronte anche a commenti non bellissimi rispetto alla gestione della casa e del lavoro. Servono maggiori tutele per le madri e per le donne in genere, questi discorsi non si dovrebbero più sentire”.

Prosegue Caterina: “Io nella mia vita sono stata prima docente e poi dirigente scolastica, pertanto non posso lamentarmi riguardo la gestione che nell’amministrazione pubblica c’è, o ci dovrebbe essere, di una neomamma. Il problema forse riguarda maggiormente le aziende che guardano al profitto, ma spero che sempre più realtà all’avanguardia non vedano più la maternità come un ostacolo, ma come una situazione di normalità”.

Laura conclude: “È un discorso complesso e da sempre è difficile conciliare maternità e lavoro. Io sono stata fortunata perché andavo a lavorare e lasciavo mia figlia dalle due sorelle che ho. Da mamma prima e da nonna adesso, però, io dico che la gioia che ti dà la nascita di un bambino è indescrivibile per quanto la carriera sia allettante, ma non darà mai le stesse emozioni”.

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