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Pro loco in marcia per il futuro “ma serve meno burocrazia”

Confronto sulla riforma del terzo settore, che riguarderà anche questi gruppi Corazzari: “Volontari fondamentali per la promozione del nostro territorio”

Pro loco in marcia per il futuro “ma serve meno burocrazia”

Pro loco venete in assemblea, ieri mattina al Censer. Un’occasione per approfondire la riforma del terzo settore, con cui anche queste associazioni dovranno fare i conti.

A fare il punto, il presidente regionale Unpli Veneto Giovanni Follador: “Sarà un passaggio epocale - ha detto - che porterà le 560 Pro loco attive nel Veneto a registrarsi come associazione di promozione sociale. Un processo in evoluzione ma necessario per essere sempre più al fianco delle amministrazioni pubbliche e poter instaurare una maggiore collaborazione”.

Il presidente delle Pro loco della provincia di Rovigo, Giovanni Ghisellini, ha manifestato orgoglio per essere riusciti a organizzare, per la seconda volta, l’assemblea regionale a Rovigo. “Dopo la pandemia - ha detto - ci siamo rimessi in campo per ripartire al meglio con gli eventi e le manifestazioni che da sempre caratterizzano il nostro operato. Rientrare nella definizione di terzo settore - ha aggiunto - sarà per noi una grande novità e una sfida per il futuro, che dobbiamo essere bravi a spiegare al meglio ai nostri associati”.

A fare gli onori di casa, per il Comune di Rovigo, l’assessore Benedetta Bagatin: “Se queste associazioni esistono - ha sottolineato - lo dobbiamo ai volontari che quotidianamente si danno da fare per il bene della propria comunità”.

L’assemblea ha visto anche la partecipazione di due assessori della Regione Veneto: Cristiano Corazzari (cultura) e Federico Caner (turismo). “Dobbiamo essere vicini a tutto il mondo del volontariato - le parole di Corazzari - componente insostituibile per la realizzazione degli eventi e per la promozione del territorio. Stiamo assistendo a un profondo cambiamento dovuto alla riforma del terzo settore e, proprio per questo, le istituzioni devono essere vicine a queste realtà associative”.

“Se non avessimo le Pro loco - ha aggiunto Caner - tante sagre, ma soprattutto tanti progetti di promozione turistica, non si farebbero, o comunque non coglierebbero i risultati che abbiamo raggiunto in questi anni. Ben venga la riforma, che può essere positiva, ma bisogna evitare di creare burocrazia: chiediamo al governo meno lungaggini e meno responsabilità per chi si spende a favore del territorio”.

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