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ASSOCIAZIONI
19.06.2023 - 15:00
Pro loco venete in assemblea, ieri mattina al Censer. Un’occasione per approfondire la riforma del terzo settore, con cui anche queste associazioni dovranno fare i conti.
A fare il punto, il presidente regionale Unpli Veneto Giovanni Follador: “Sarà un passaggio epocale - ha detto - che porterà le 560 Pro loco attive nel Veneto a registrarsi come associazione di promozione sociale. Un processo in evoluzione ma necessario per essere sempre più al fianco delle amministrazioni pubbliche e poter instaurare una maggiore collaborazione”.
Il presidente delle Pro loco della provincia di Rovigo, Giovanni Ghisellini, ha manifestato orgoglio per essere riusciti a organizzare, per la seconda volta, l’assemblea regionale a Rovigo. “Dopo la pandemia - ha detto - ci siamo rimessi in campo per ripartire al meglio con gli eventi e le manifestazioni che da sempre caratterizzano il nostro operato. Rientrare nella definizione di terzo settore - ha aggiunto - sarà per noi una grande novità e una sfida per il futuro, che dobbiamo essere bravi a spiegare al meglio ai nostri associati”.
A fare gli onori di casa, per il Comune di Rovigo, l’assessore Benedetta Bagatin: “Se queste associazioni esistono - ha sottolineato - lo dobbiamo ai volontari che quotidianamente si danno da fare per il bene della propria comunità”.
L’assemblea ha visto anche la partecipazione di due assessori della Regione Veneto: Cristiano Corazzari (cultura) e Federico Caner (turismo). “Dobbiamo essere vicini a tutto il mondo del volontariato - le parole di Corazzari - componente insostituibile per la realizzazione degli eventi e per la promozione del territorio. Stiamo assistendo a un profondo cambiamento dovuto alla riforma del terzo settore e, proprio per questo, le istituzioni devono essere vicine a queste realtà associative”.
“Se non avessimo le Pro loco - ha aggiunto Caner - tante sagre, ma soprattutto tanti progetti di promozione turistica, non si farebbero, o comunque non coglierebbero i risultati che abbiamo raggiunto in questi anni. Ben venga la riforma, che può essere positiva, ma bisogna evitare di creare burocrazia: chiediamo al governo meno lungaggini e meno responsabilità per chi si spende a favore del territorio”.
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