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VENETO

Uccise il suo bimbo, stroncato da malore a 42 anni

E' accaduto in carcere a Padova, s'è accasciato durante una partite di calcetto

Uccise il suo bimbo, stroncato da malore a 42 anni

Una tragica morte è avvenuta nel pomeriggio di lunedì 19 giugno nella casa di reclusione Due Palazzi di Padova, un grattacielo che ospita detenuti condannati in via definitiva per reati di varia natura. Denny Pruscino, 42 anni, originario di Folignano, piccolo comune marchigiano in provincia di Ascoli Piceno, è deceduto dopo essersi accasciato in cella, poco dopo una partita di calcetto disputata nella palestra del carcere. Nonostante i tentativi di rianimazione, i medici del Pronto Soccorso non sono riusciti a salvarlo.

Era stato condannato all'ergastolo per l'omicidio del suo piccolo figlio Jason, avvenuto nel giugno del 2011. Il bambino, nato il 9 maggio dello stesso anno, scomparve misteriosamente e le indagini portarono alla luce una storia di maltrattamenti e violenze domestiche.

Secondo quanto riferito dallo stesso Pruscino ad alcuni compagni di cella,  avrebbe sbattuto il piccolo contro un divano a causa del suo pianto e poi lo avrebbe fatto sparire. Questa terribile vicenda ha suscitato profonda indignazione e dolore, poiché il bambino era un essere innocente, privo di colpe e incapace di difendersi. Anche la madre è stata condannata a 18 anni di reclusione per il delitto, dopo essere stata prima compagna di vita di Pruscino e poi accusatrice nel processo per violenza sessuale di gruppo.

La coppia era già nota ai Servizi Sociali e i due figli precedenti erano stati dati in adozione dal Tribunale dei Minori a causa dei maltrattamenti subiti, che avevano lasciato gravi menomazioni ai bambini. Purtroppo, nessuno è intervenuto in tempo per salvare Jason dalla tragica sorte che lo attendeva. La sua sparizione è passata quasi inosservata fino al 6 luglio, quando il nonno paterno ha reso noto che il bambino era scomparso dalla loro casa.

Durante le indagini, è emerso che la madre aveva intenzione di scrivere una lettera di addio per simulare il suicidio e depistare gli investigatori. In una conversazione intercettata, Denny le aveva consigliato di essere convincente e che lui l'avrebbe raggiunta dopo aver concluso alcuni affari. Quando si trovava con le spalle al muro, la madre ha tentato di accollarsi la responsabilità del tragico evento, affermando di essere inciampata e aver fatto cadere il bambino dalle braccia. Tuttavia, Denny non ha mai rinunciato alla sua versione, respingendo sempre l'accusa di omicidio volontario.

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