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Solidarietà

Da Rovigo presto nuovi aiuti ai cittadini romagnoli

L'Anppe di Rovigo in prima linea per aiutare le popolazioni alluvionate. "Là sembra di stare in un film".

Da Rovigo presto nuovi aiuti ai cittadini romagnoli

Continua la solidarietà per la Romagna

“Senza entusiasmo non si è mai compiuto niente di grande e senza l’azione i progetti sono solo sogni”. Così recita il motto che indica la via delle azioni dell’Annpe, associazione nazionale di polizia penitenziaria che a Rovigo, da quindici anni, ha una sezione, guidata da Roberto Tramacere, al cui padre, Antonio, maresciallo maggiore scelto, è stata intitolata. Con sede a Canale di Ceregnano, l’associazione è molto attiva e lo si vede appena si entra: scatole e scatoloni sono pronti a partire per aiutare ancora le popolazioni della Romagna colpite dalla tragica alluvione che ancora hanno bisogno di aiuto. “La nostra sezione - racconta Roberto Tramacere - è partita molto bene. Già dal 2012 abbiamo cominciato a operare portando derrate alimentari nei luoghi colpiti dal terremoto in Emilia Romagna. Non siamo mancati neanche all’Aquila nonché ad Amatrice, quando siamo andati ad amministrare un campo profughi in un paesino nelle strette vicinanze della zona, purtroppo, colpita dal sisma. La ricordo come un’esperienza traumatica, che ha lasciato il segno”.

E aggiunge: “Ultimamente abbiamo aiutato le popolazioni della Romagna coinvolte nell’alluvione e continueremo a farlo. Per tre volte siamo andati là, a Forlì, dove abbiamo potuto vedere in loco una triste realtà, sembrava di essere in un film. Grazie a Pier Luigi Battistini, con cui ho svolto attività di ausiliario nel 1978, è stato possibile mettersi in contatto con le amministrazioni del posto per poterci organizzare: abbiamo portato diversi quintali di merce al centro raccolta sia per gli alimenti sia per materiali igienico sanitari”.

Ma non solo: “Noi continuiamo ad operare e proprio per inizio luglio è in programma una nuova raccolta di derrate alimentari, sempre destinate alla Romagna. Non manchiamo di aiutare anche le famiglie polesane bisognose con la supervisione dell’Arma dei carabinieri per la distribuzione dei beni di prima necessità”. Tramacere conclude: “Abbiamo quasi ottanta di soci iscritti, tanti di loro hanno prestato servizio militare come ausiliari o come agenti che hanno lavorato in carcere, oltre ad esserci soci simpatizzanti”.

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