Cerca

PORTO TOLLE

"Disastro al Canarin: persa l'intera produzione"

“Costi eccessivi, battaglia che non possiamo vincere da soli”. Forte appello alle istituzioni

"Disastro al Canarin: persa l'intera produzione"

“Dopo le lotte per i diritti esclusivi di pesca, l’Acquagranda che ha spazzato le cavane della Sacca, la preoccupazione per la scarsità di lavori di vivificazione con conseguenti difficoltà di produzione, il proliferare delle alghe e l’anossia ora abbiamo il granchio blu. E’ l’ennesima piaga che si abbatte sul nostro comparto e non sappiamo proprio come contrastarlo, rischiamo davvero di estinguerci perché questo predatore sta facendo una vera e propria strage di molluschi nelle nostre lagune”.

Con queste parole Luigino Marchesini, presidente del Consorzio Pescatori del Polesine rinnova l’appello che aveva lanciato alcune settimane fa alle istituzioni affinché sostengano i pescatori in questa battaglia che si sta dimostrando più dura del previsto. “Abbiamo inviato una nuova lettera ai vari enti - sottolinea il presidente del Consorzio - perché questo è un problema che non tocca solo noi pescatori ma tutto l’ecosistema del Delta”.

Del resto, rispetto all’incontro in prefettura per fare il punto della situazione di pochi giorni fa, c’è stato “un grave e repentino peggioramento della situazione relativa alla predazione delle vongole veraci e di altri molluschi da parte del granchio blu. Ci sono vaste aree dedicate alla venericoltura che sono state annientate e completamente distrutte da questa super aggressiva specie aliena”, conferma Marchesini.

Ad avere la peggio attualmente è la laguna del Canarin, da poco tornata produttiva in seguito a una serie di lavori di scavo, ma la situazione non è migliore in sacca di Scardovari e nella laguna del Barbamarco e la preoccupazione della prima economia di Porto Tolle è altissima.

“Purtroppo si tratta di una specie nuova su cui non possediamo dati da poter verificare per basare eventuali strategie di contenimento per cui l’unica azione che attualmente possiamo mettere in campo è quella della raccolta, con tutto ciò che ne consegue - spiega Emanuele Rossetti, biologo specializzato nel settore ittico e responsabile qualità del Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine - non ci è mai successa una cosa del genere in tanti anni. Tra l’altro per pescare questi granchi servono delle nasse apposite fatte con maglie più piccole che gli operatori dovrebbero procurarsi il tutto con costi aggiuntivi enormi. Il tempo non ci è favorevole: se teniamo conto che ogni pescatore dovrebbe dotarsi di 150-200 nasse. Stiamo conteggiando i danni agli allevamenti che sono enormi. Saremmo ben lieti che i tecnici dell’Ispra o della Regione venissero a verificare la situazione in cui versano i vivai con i molluschi tritati e annientati”.

Serve un aiuto concreto secondo Marchesini: “Come Consorzio diamo già un incentivo al chilo ai nostri operatori per la raccolta, abbiamo attrezzato due celle apposite: una del mercato ittico di Pila e una in quello di Scardovari, una parte viene venduta mentre la rimanente viene smaltita con ulteriori. Non possiamo affrontare questa situazione da soli, ci sono costi vivi eccessivi da sopportare. E’ un problema più grande di noi che da soli non possiamo risolvere se poi si pensa che è una situazione in continuo peggioramento i danni stanno diventando inquantificabili. Al Canarin abbiamo perso la produzione invernale, cosa faremo se capiterà lo stesso nelle altre lagune?”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400