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“Pd, ora Zanellato faccia un passo indietro”

Ma il segretario provinciale del Pd risponde: "Nessuno ha chiesto le mie dimissioni"

“Pd, ora Zanellato faccia un passo indietro”

Caos Pd. E sullo sfondo si staglia il rischio commissariamento per il partito, a livello provinciale. Angelo Zanellato è sul banco degli imputati: mezzo partito (più o meno) gli imputa in una certa misura le sconfitte elettorali della scorsa primavera, da Trecenta a Porto Tolle passando per il flop di Adria. E con sullo sfondo già le elezioni del prossimo anno, quando andranno al voto 32 Comuni polesani tra cui il capoluogo, i maldipancia, ora, diventano palesi. Al punto che, dentro il partito, circola già un documento per chiedere a Zanellato di fare un passo indietro.

Gli stracci sono volati giovedì sera, nel corso di un’infuocata assemblea del partito, conclusasi con metà dei componenti che hanno abbandonato polemicamente i lavori prima ancora che si arrivasse a votare la relazione del segretario. A dar voce alla richiesta di dimissioni del numero uno del partito il Polesine, con un’analisi politica della situazione interna tanto a livello provinciale che su scala nazionale, è stato l’ex parlamentare Diego Crivellari.

E della questione, a quanto pare, è già stato informato il segretario regionale del Pd veneto, Andrea Martella a cui ora toccherà l’ingrato compito di mediare. Se l’operazione diplomatica non dovesse andare a buon fine, non è affatto esclusa la possibilità del commissariamento del partito fino al congresso anticipato, da celebrarsi però già entro quest’anno con l’obiettivo di avere una segreteria pienamente operativa prima del momento decisivo della scelta dei candidati per le elezioni comunali. I tempi, insomma, sono strettissimi, ma secondo la fronda interna - rispetto alla linea Zanellato - sono comunque percorribili.

“Le mie dimissioni? Non le ha chieste nessuno. Non nel partito, almeno”. Angelo Zanellato però tiene il punto. Del resto, è nel suo stile. E alla fronda interna al Pd, che ha dichiarato guerra al segretario rendendola poi palese nel corso della recente assemblea provinciale (in cui sono volate parole grosse) risponde picche. “Piccolezze a cui non dar valore”, chiude ogni porta.

Zanellato sottolinea come, certo, “ogni anima e ogni sensibilità va ascoltata. Ma non andrei a montare un caso quando a dire che nel nostro partito le cose non funzionano sono soltanto pochissimi nostri iscritti assieme a esponente di formazioni politiche diverse. Chiarisco: se a qualcuno che non è del Pd non piace la mia segreteria, mi spiace per loro ma non credo assolutamente di dovermi dimettere”. Tra chi non è del Pd, anche il consigliere comunale Graziano Azzalin a cui la commissione disciplinare a respinto la richiesta di iscrizione al partito per il 2022 a causa del suo posizionamento in Provincia.

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