Cerca

VOCI PER LA LIBERTA’

Manuel Agnelli: “La guerra non ha ragioni”

“La mia reazione all’orrore. La musica? Una terapia, in un mondo dominato dal business”

Manuel Agnelli: “La guerra non ha ragioni”

“La mia reazione all’orrore. La musica? Una terapia, in un mondo dominato dal business”

Rovigo ha accolto con grande emozione e partecipazione Manuel Agnelli, vincitore del Premio Amnesty International Italia sezione Big per il brano “Severodonetsk”.

Prima dell’esibizione serale, l’artista ha incontrato il pubblico in Gran Guardia, nell’ambito della “Settimana dei Diritti umani”, promossa da Amnesty International e Voci per la Libertà, accolto da Michele Lionello e dal sindaco Edoardo Gaffeo; moderatrice Francesca Corbo di Amnesty Italia.

Dopo il David di Donatello 2022 per la miglior canzone originale “La profondità degli abissi” da “Diabolik”, un altro meritato successo per Manuel Agnelli, cantautore milanese, musicista polistrumentale e produttore discografico, leader degli Afterhours, con una fitta attività televisiva e teatrale (più volte giudice di X-Factor, è sua la voce di Caravaggio nel film di produzione Sky, oltre ad essere ideatore e conduttore del programma “Ossigeno” su Rai 3).

La giuria composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, rappresentanti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà ha scelto di premiare quest’anno la sua canzone, perché “affronta in modo profondo il tema della guerra e fornisce uno spunto universale sui diritti umani, mettendo al centro le persone e sottolineando l’importanza della vita”, dalle parole di Alba Bonetti, presidente di Amnesty International Italia.

La canzone “Severodonetsk”, tratta dall’album “Ama il prossimo tuo come te stesso” (2022), prende il titolo dal nome della città nell’est dell’Ucraina occupata dalle forze d’invasione russa dal maggio dell’anno scorso. Agnelli ha esordito spiegando com’è nato il brano: “E’ stata una sorta di reazione - ha detto - a come sentivo raccontare la guerra con la geopolitica e le statistiche, sembrando quasi giustificarla, mentre la guerra è un orrore e non ci sono ragioni per giustificarla. Nessuno raccontava come le persone stavano vivendo questa situazione mostruosa; il mio pezzo invece partiva dal punto di vista interiore di chi subisce una cosa più grande che non riesce a capire e si mette in standby, in attesa di uscirne emotivamente”.

Ha quindi affrontato vari temi, sollecitato dall’interlocutrice e rispondendo alle domande del pubblico, giunto numeroso anche da Verona, Trieste e altre città. Ad incominciare da uno che gli è particolarmente caro, tanto da riprenderlo più volte: l’importanza della cultura, non solo scolastica. “La cultura - a suo dire - viene spesso messa all’angolo come un bene di lusso, non necessario in questo momento; invece fa parte della formazione di una persona per avere una capacità di giudizio e prendere decisioni in modo consapevole. Oggi domina la cultura del consenso, troppe cose passano in secondo piano per raggiungere un risultato, mentre l’intelligenza non appartiene ad una corrente politica ma all’intelligenza delle persone”. Ed a questo proposito, ha osservato che “ai giovani di oggi non si insegna più a fare da sé, per questo i ragazzi aspettano o prendono delle scorciatoie, disposti a qualsiasi cosa, condizionati anche dal modo con cui i media propongono le informazioni”.

E non ha risparmiato il mondo dello spettacolo e dell’arte che “dominato dal mercato, ha preso una china preoccupante”. Ricordando il Papa e il suo recente incontro, ha aggiunto: “Papa Francesco ha detto che noi artisti dobbiamo essere la voce di chi non ce l’ha”. Come nascono le sue canzoni? “Fare musica e scrivere canzoni - ha risposto - è per me una terapia: introverso, ho trovato nella musica un modo per confessarmi e confortarmi cercando di non raccontare mai gli eventi ma la loro parte emotiva”.

Ha quindi precisato, in conclusione, che il videoclip, trasmesso poi in anteprima nello spettacolo serale, è stato girato in un accampamento di nomadi nella periferia di Roma: “Un’altra esperienza forte”, ha commentato, ricordando il centro di accoglienza a Magenta diretto dalla madre, che lo ha avvicinato con naturalezza a queste problematiche.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400