VOCE
IRAS ROVIGO
01.08.2023 - 06:00
“Un plico di cause alto così”. E’ più o meno quello che avrebbe detto il commissario regionale Iras, Tiziana Stella, all’incontro con i lavoratori di qualche giorno fa. Un modo per evidenziare lo stato dei rapporti fra Iras e Comune in merito alla casa di riposo di San Bortolo. Che appare sempre più destinata ad essere gestita da una società privata. Non subitissimo forse, ma nel giro di pochi mesi. E intanto Casa Serena, l’immobile della Commenda ormai dismessa, si scopre sempre più zona franca immersa nel degrado. Tanto che alla sera la sicurezza dello stabile deve essere garantito da frequenti passaggi di pattuglie delle forze dell’ordine.
Casa Serena E proprio Casa serena è uno dei motivi al centro di un contenzioso fra Iras (e Regione) e il Comune. Da settimane, infatti, i due enti dibattono su chi si deve curare del grande edificio della Commenda ormai svuotato. Da diversi giorni non funziona più nemmeno la cucina, il servizio mensa per gli ospiti della casa di riposo di San Bortolo è affidato ad esterni. Secondo Iras manutenzione e sicurezza di Casa Serena dovrebbe essere a carico del Comune, titolare dell’immobile. Per il Comune la cosa spetta ad Iras in base alla convenzione che non è ancora stata sciolta. Una disputa che potrebbe venire risolta a carte bollate, anche se per ora Iras ha assicurato il servizio di vigilanza con i turni di guardiania del mattino e del pomeriggio. Ma dalle 19 in avanti? Di sera e di notte Casa Serena rischia di diventare una terra di nessuno, con un parco ed un edifico possibile zone di conquista per sbandati o atti vandalici. E per questo le forze dell’ordine hanno garantito un passaggio frequente delle pattuglie.
Iras Per quel che riguarda il futuro di Iras, invece, è emerso che è sempre più probabile l’arrivo dei privati per la gestione della casa di riposo. A lavoratori e sindacati è stato spiegato che l’obiettivo è di mantenere una forma pubblica della Ipab rodigina, anche se è altamente possibile una forma di esternalizzazione con l’ingresso di gruppi privati per la gestione e il rapporto con creditori e fornitori. Una sorta di privatizzazione, quindi, che non non dovrebbe lasciar del tutto fuori la parte pubblica. Ed è per questo fra gli obiettivi c’è anche il mantenimento dello status di dipendente pubblico dei lavoratori Iras. Al lavori su come arrivare a questi risultati ci sono tecnici ed esperti coordinati dall’assessore regionale Lanzarin. Fra le strade da individuare un atto che possa dare il via alla esternalizzazione, o privatizzazione, della gestione della casa di riposo.
Regione-Comune Dall’incontro è anche emerso, o meglio non è emerso, alcun dialogo fra Comune e Regione-Iras. I rapporti fra i due enti sono fermi alla bocciatura dell’accordo di programma da parte del consiglio comunale. E poi ai vari contenziosi aperti, da parte di Iras il lodo arbitrale, più volte annunciato, e da parte del Comune i vari ricorsi al Tar contro le delibere del commissario regionale Tiziana Stella e della giunta regionale. Insomma una serie di battaglie legali, le cui carte accatastate sulle varie scrivanie sono già “alte così”.
Nei giorni scorsi in Comune, a Rovigo, s'era tenuto un vertice fra sindaco e consiglieri comunali, ed era emersa la volontà di cercare altre strade per risolvere il caso Iras-Casa Serena. Strade però non ben identificate e soprattutto senza il collegamento, a quanto pare, con la Regione. Più che di strade, quindi, rischiano di essere dei vicoli ciechi.
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