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IL CASO

Animalisti in difesa del granchio blu

"Demonizzato perché danneggia gli interessi dell'uomo"

Inizia la guerra al granchio blu

Gli animalisti in campo contro la guerra al granchio blu. Che il famigerato granchio blu stia mettendo a rischio un comparto importantissimo, almeno fino a questo momento, dell’economia del nord est, è un dato di fatto con il quale è davvero difficile scontrarsi vista la voracità con la quale sta distruggendo gli allevamenti di cozze e vongole del delta del Po, sia polesano che emiliano. E, soprattutto, vista la particolare velocità con la quale si riproduce e la totale assenza di predatori che potrebbero regolarne la prolificazione.

A mettere in discussione la lotta che in molti hanno iniziato per cercare di limitare i danni di questo terribile crostaceo, ci stanno pensando gli animalisti. I primi a scendere in campo sono stati i militanti del gruppo ambientalista e animalista “Coordinamento Basta Delfinari” che, attraverso un post pubblicato sulla loro pagina Facebook, hanno spiegato chiaramente e senza mezzi termini la loro discutibile posizione.

“Lo chiamano cinghiale di mare, paragonandolo all'animale che, negli ultimi anni, è tra i più demonizzati – si legge nel post pubblicato - Quello del granchio blu sta diventando un nuovo business dell'industria ittica, che lo sta trasformando in un prodotto da lanciare sul mercato. Il granchio blu è originario della sponda occidentale dell'oceano Atlantico e vive in acqua sia dolci che salate, ma da alcuni anni la sua presenza si è registrata anche nei nostri mari, allarmando non poco gli allevatori ittici. Già, perchè il granchio blu, onnivoro, si nutre anche di molluschi e novellame e, essendo in grado di rompere le reti con le chele, può creare un danno economico a chi alleva pesci, vongole e cozze, oltre che ai pescatori".

"Come al solito, quando un animale reca danno all'interesse dell'uomo diventa subito un nemico e in quanto tale va debellato – continuano - Quindi, quale migliore soluzione per risolvere il problema del granchio blu, se non farlo diventare un 'prodotto' ittico? E la moda alimentare del momento, unita a campagne contro questa specie e a finanziamenti regionali e statali per eliminalo dai nostri mari, stanno facendo il resto: ora il granchio blu è considerato il nemico numero uno, reo di nutrirsi di quegli animali di cui vuole nutrirsi l'uomo e di attentare alle tasche di chi della mercificazione di quegli animali e della loro uccisione ha fatto mestiere”. 

A spalleggiare, in un certo senso, l’associazione che ha fatto il post, ci pensa Davide, ambientalista e animalista polesano, da sempre in prima linea per la difesa delle specie alloctone immesse in natura dall’uomo. “Come sempre si cerca di chiudere il portone dopo ave fatto uscire i buoi – spiega – Innanzitutto bisognerebbe capire come mai il granchio blu è arrivato nei nostri mari. Continuando il paragone con i cinghiali, bisogna fermarsi e fare alcune considerazioni. A mio avviso, prima di prendercela con loro, bisognerebbe prendersela con i cacciatori che li hanno voluti reintrodurre ovunque, pensando di fare grandi battute di caccia, senza considerare che non siamo lande incolte e sterminate. Il risultato è poi quello che nelle grandi città te li trovi anche sui balconi se hai i rifiuti fuori, ed è inevitabile che pascolano sotto casa".

"Stessa cosa per le nutrie – prosegue - Loro sono il risultato di allevamenti per pellicce andate fuori moda. Introdotte in un territorio che non è il loro, ci si sono trovate bene, e adesso tutti si arrabbiano perché fanno danni. Stessa cosa per lupi e orsi li che sono stati reintrodotti dopo aver colonizzato ogni centimetro del loro habitat – continua ancora Davide - e adesso gridano orrore se li incontrano, se questi hanno fame o se questi, semplicemente, fanno i lupi e fanno gli orsi. Altri pesci e specie marine sono arrivate tramite i collegamenti con il mar Rosso".

"Combineranno sicuramente dei guai, e il riscaldamento del mar Mediterraneo non aiuta, perché si renderà ospitale per loro. Non parliamo poi degli insetti arrivati con collegamenti aerei e navali, creano danni perché questo non è il loro habitat. Il granchio blu, da dove arrivi e perché non si sa, ma a lui stare qui piace molto. Ha trovato allevamenti di cozze e vongole, e non gli par vero. E ora pare che l'unico modo per poter continuare a mangiarsi vongole, sarà quello di mangiarsi lui. Non so che dire – conclude l’animalista - Penso solo che, gira e rigira, dove mettiamo le mani facciamo casini. Per certe cose, i casini ci tornano nel breve termine e per altri, come per il riscaldamento globale, pagheremo il conto lentamente. Ma pagheremo”. 

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Commenti all'articolo

  • frank1

    10 Agosto 2023 - 08:16

    portateli tutti a casa loro!!bravi a protestare..ma con il **** altrui. Ps:andare a lavorare..seriamente

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