VOCE
PORTO TOLLE
25.08.2023 - 07:00
Aggredito e insultato per essersi rifiutato di prescrivere un farmaco oppiaceo a un uomo con un trascorso di dipendenza. E’ la storia di un medico in trincea. Il dottor Clemente Del Sorbo, guardia medica a Porto Tolle da ormai otto anni e in procinto di assumere l’incarico di medico di base in paese, esce allo scoperto. L’episodio - racconta - risale ormai a qualche settimana fa, “ma ora ho capito che non possiamo sempre tacere e subire. Noi medici, soprattutto in servizio di guardia medica, siamo esposti a molti rischi, specialmente durante le ore notturne. Siamo spesso soli e abbiamo a che fare con pazienti di ogni tipo. Le aggressioni, soprattutto verbali, sono frequenti, e non siamo abbastanza tutelati”. Il tutto ai danni di una categoria sempre in prima linea, che si prodiga e si sacrifica per aiutare tutti salvo ricevere, in alcuni casi, questo trattamento.
Anche per questo, il dottore, che vive a Taglio di Po, ha deciso di accettare il nuovo incarico. “Nel Delta c’è una forte carenza di medici di base - racconta - già alla fine dello scorso anno ero stato contattato dal sindaco Roberto Pizzoli per assumere l’incarico come medico di base: all’epoca ho detto no. Intanto perché stavo facendo un percorso di formazione triennale, e la guardia medica mi offriva la possibilità di avere orari più flessibili, e poi comunque perché il mio incarico mi piaceva molto. Ora ci ho ripensato”, dice. E i contatti con il Comune per diventare il nuovo medico di base di Porto Tolle sono ben avviati. “Spero tanto di iniziare già da settembre - svela il medico - anche perché, per fortuna, i medici di base hanno a che fare con un altro tipo di pazienti, e poi si lavora in orario diurno e in team con altri colleghi”. Insomma, sempre “al fronte”, ma un po’ meno. “E dire che il nostro Basso Polesine è una zona tranquilla, non oso immaginare cosa accada ai colleghi in città e quartieri con ben altre problematiche sociali”, considera ancora Del Sorbo.
Che poi racconta quello che definisce “un attacco impressionante, che ha toccato la mia sfera personale”. Tutto inizia con la telefonata, in guardia medica appunto, di un paziente, di Porto Tolle, che chiede la prescrizione di un farmaco oppiaceo, sostenendo che sia per l’anziana madre, reduce da una visita ortopedica. “Ho da subito considerato che fosse palese che il suo scopo fosse quello di abusare di quel medicinale, così gli ho detto che non avrei potuto prescriverglielo. Quindi - continua nel suo racconto - sono stato offeso, pesantemente. In seguito a questa aggressione verbale ho chiamato il 112, che mi ha risposto che non avrebbe potuto intervenire dato che l’aggressione è stata soltanto telefonica, dicendomi comunque di chiamarli nel caso l’uomo fosse passato alle vie di fatto”.
Il paziente, poi, si è effettivamente presentato alla guardia medica avanzando la stessa richiesta. “Anche in questo caso è stato molto aggressivo, pronto allo scontro. Non sono riuscito a tranquillizzarlo e alla fine gli ho prescritto il medicinale richiesto, anche alla luce dell’indicazione di uno specialista con la data del giorno stesso. A quel punto, ha provato a farsi fare un’ulteriore prescrizione sulla base di una visita di un anno e mezzo prima ma gliel’ho rifiutata, e lui se n’è andato continuando a sbraitare nei miei confronti”. Un episodio “che mi ha scosso molto e che non mi fa più essere tranquillo nel mio lavoro. Fatti del genere - conclude il medico bassopolesano - rischiano di guastare il rapporto che c’è tra un medico e i suoi pazienti: non dovrebbe accadere, ma purtroppo siamo soli e nessuno fa niente”.
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