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Serata tra tradizione e polenta

La confraternita di Villa D’Adige e i Ctg hanno conferito un riconoscimento a Mario Cavriani

Serata tra tradizione e polenta

Una sfida vincente la festa conviviale organizzata nella al “Mulino al Pizzon” di Fratta Polesine lo scorso venerdì. Ideatrice e promotrice dell’evento la venerabile Confraternita polenta polesana di Villa d’Adige con la collaborazione degli amici Ctg Rovigotti di Rovigo, quelli del Ctg “La Mongolfiera” di Badia Polesine e altri simpatizzanti legati alla conoscenza e alla promozione del territorio polesano.

A siglare il valore dell’evento la presenza del gonfalone della confraternita che troneggiava in fondo al Salone dei grani, spazio predisposto per la cena, studiata e servita dallo staff della chef Donatella Girotto che ha intitolato il menù celebrativo: “Tutti i colori della polenta, antiche farine e nuovi gusti”.

L’acceso sfondo arancione sul quale sono impresse le parole identificative di una confraternita dal sapore antico evocante un anno importante: il 1554, lo stemma dei Mocenigo che diedero ben 7 dogi alla Serenissima e la pannocchia disegnata dallo storico trevigiano Gianbattista Ramusio che dichiarò nella dicitura e con il linguaggio cinquecentesco la presenza di colture di mais di due colori proprio nel Polesine a Villabona di Badia. Questa tesi è stata avvalorata con successo dal professor Danilo Bergamini della facoltà di agraria dell’università di Padova.

La serata organizzata al “Pizzon” è divenuta quindi un omaggio a chi ha creduto nei lunghi percorsi come quello del mais promuovendone la conoscenza e la coltura in Polesine diffondendo il valore alimentare del piatto tipico che ne è “figlio”: la polenta. Questo percorso è stato valorizzato da Mario Cavriani, già presidente della Minelliana al quale la confraternita rappresentata da Fabio Ortolan, Giuseppe Ferracin, Danilo Gasparini, ha voluto conferire un riconoscimento attestante il suo costante ed appassionato impegno per la promozione della storia e della coltura del mais e del suo piatto tipico.

La confraternita ha inoltre omaggiato un coltivatore di eccellenza: Gherardo Franza, che realizza la produzione sperimentale delle tre varietà attualmente utilizzate: Azul, Morado, Ramusio, caratterizzate da tinte differenti dalle piacevoli tonalità dei chicchi. A dare il tocco assolutamente seduttivo alla serata sono stati poi i piatti creati dalla fantasia evocativa di Donatella Girotto e dal suo staff che ha esaltato il cromatismo delle tre varietà: dal blu al giallo e all’avorio. A far da padrona naturalmente la “signora” polenta seduttrice dei palati. Ai commensali sono state servite delizie morbide e delicate dall’antipasto agli gnocchi con fondute sapientemente abbinate e un seguito di saporite carni sposate a verdure del nostro territorio e impreziosite dal pane di mais. Una sorta di antico simposio dove non sono mancate brevi ma intense letture da opere colte e preziose come quelle lette da Donatella per ricordare lo scrittore Giovanni Beggio e tratte da “La polenta e altri scritti”.

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