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PORTO VIRO

Immersi tra le pieghe del ricordo

L’esposizione di Maurizio Giovanni Pizzo, maestro nell’arte dell’origami, allestita a Ca’ Cornera

Immersi tra le pieghe del ricordo

Il progetto espositivo "Tra le pieghe del ricordo - La donna del fiume 1955/2023" fluisce dalla passione culturale degli organizzatori per il Delta del Po, rientrando nel pieno dei loro intenti per far emergere quel "Genius loci", così tanto caro anche ai più grandi registi italiani e non solo.

“Effettivamente - spiega Gianpaolo Gasparetto dell’associazione culturale Ca' Cornera, dove il Po si fa cultura - il cinema ha sempre avuto la capacità di cogliere momenti di assoluta identificazione, tanto da non far perdere al singolo spettatore la sensazione che il cinema si rivolga o interpelli proprio lui. Il Delta Padano nel 1955 divenne protagonista di un film che fu molto amato dagli italiani, era ‘La donna del fiume’ con Sophia Loren".

"Tutti gli esterni erano stati girati nel Delta del Po. E così il Lido di Volano, Comacchio, i canneti di Pila a Porto Tolle, gli argini di Ca' Cornera a Contarina, furono immortalati assieme ai cittadini comuni che parteciparono come comparse nella pellicola che di fatto sancì nella figura di Sophia Loren l'icona femminile del Delta del Po. Senza dimenticare il fortunato debutto, con il ruolo di protagonista maschile, del polesano Rik Battaglia”.

Come recitano i titoli di testa, "La donna del fiume", nasce da una prestigiosa compagine culturale di grandi nomi del Novecento italiano: Ennio Flaiano, Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Pier Paolo Pasolini, Florestano Vancini e per finire, come regista Mario Soldati. Il film doveva essere l'ennesimo melodramma a fosche tinte più per soddisfare esigenze produttive che per motivi artistici. Tuttavia, l'enfasi populista di alcuni stereotipi: la vergine sedotta e abbandonata, il contrabbandiere, la calunnia, il tradimento, la vendetta e il pentimento finale fanno correre il pensiero ad un certo registro drammatico, tipico del teatro giapponese.

“E' proprio da questa riflessione che, noi di ‘Ca' Cornera, dove il Po si fa cultura’, abbiamo preso spunto – prosegue Gasparetto - affidando a Maurizio Giovanni Pizzo, maestro nell'arte dell' Origami, di interpretare nuovamente il racconto del film da noi così amato”. "Origami" è notoriamente l'arte giapponese di piegare la carta per dar vita a nuove forme e Maurizio Giovanni non si è smentito sostituendo personaggi e suggestioni del film trasformando il racconto con la fantastica libertà che il Delta del Po garantisce ad ogni artista. Il termine di artista dell'Origami gli sta stretto: è autore stesso di una nuova lettura interpretativa della storia. Unisce, nei suoi lavori scene da varie angolazioni, si affida ad una spiccata cifra visionaria, l'unica via sicura per accompagnare un percorso tormentato nella sua metamorfosi, verso una nuova vita. Maurizio Giovanni Pizzo, vive e lavora tra la Toscana e il Veneto, sua regione di origine.

Esperto in comunicazione visiva, conduce laboratori e corsi sulle tecniche dell’allestimento scenografico. E’ stato insegnante di ruolo in scuole pubbliche e docente in corsi di formazione per la Regione Veneto. Realizza dal 1978 le rappresentazioni teatrali del Centro Sperimentale Danza recuperando le valenze scenografiche di beni architettonici e naturalistici. Suoi laboratori di creatività artistica si sono svolti nelle città di Ferrara, Palazzo della Racchetta e a Prato al Museo Pecci. Collabora ad iniziative editoriali inerenti l’Origami. Partecipa nel 2017 alla Biennale di Venezia, Padiglione Tibet, presentando “Siate lieti, monaci danzanti”. In questi ultimi anni presenta installazioni e mostre sull'Origami con esposizione e animazione.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria e verrà inaugurato sabato 16 settembre alle 17 e rimarrà visitabile fino al 26 novembre. Per informazioni e prenotazione ad ingresso libero, è possibile chiamare il numero 3487157940 o inviare una mail all’indirizzo info@cacorneradeltapo.it.

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