VOCE
IRAS ROVIGO
12.09.2023 - 13:00
"La situazione di Iras è assolutamente paradossale, in campo da anni Regione e Comune, entrambi stanno portando con la loro litigiosità l’Ente in mano ai privati, ed occorre avere il coraggio di dirlo che la litigiosità espressa in questi ultimi due anni è l’elemento che più rattrista le lavoratrici ed i lavoratori che credevano in loro". Lo ribadisce il comunicato della segretaria territoriale di Cisl Fp, affidata a Franco Maisto.
"Le certezze che Iras oggi registrare sono legate a tre cardini: la chiusura di Casa Serena dalla scorsa primavera, la scelta del Comune di non dare i 3,2 milioni per risanare in parte le casse dell’ente e la “novità” di fine luglio, cioè l’avvio di una procedura speciale per portare per i prossimi 9-10 anni un gestore privato nei servizi. Un 'vassoio' di situazioni che depongono in maniera netta a sfavore della storia dell’Ente di residenza per anziani e che mettono in luce la chiara inappropriatezza di tutta la classe politica coinvolta nel non riuscire a mettere insieme le ragioni di tutti, facendone sintesi al fine di dare un rilancio ad Iras e conseguentemente generare servizi di qualità e lavoro".
"Siamo di fronte ai capitoli finali di una storia partita male 8 anni fa con il commissariamento regionale e che ad oggi non possiamo dire che abbia determinato particolari pregi gestionali o di investimento – evidenzia Franco Maisto della Cisl Fp Padova Rovigo che continua in maniera chiara e precisa – dall’altro lato il Comune di Rovigo, dopo la parentesi Bergamin, ha visto una telenovela a puntate con l’Amministrazione Gaffeo. Ci siamo illusi, soprattutto con gli incontri in Prefettura che vi fosse una volontà comune di salvare l’Ente di assistenza non con progetti di minima ma progetti importanti. Così non è stato, consulenze, studi, dibattiti e poi a seguire pareri tecnici negativi fino all’ultimo consiglio comunale, dove, con scelta politica, è stato deciso di non perorare la causa Iras".
"Le certezze, in negativo, ci sono state, dalla paventata chiusura di Casa Serena con i suoi 6 piani e decine e decine di stanze oltre agli appartamenti, fino al suo completo svuotamento per rendere alla città di Rovigo un nuovo vuoto urbano in mezzo ad un quartiere con il suo giardino e tutto ciò che esso conteneva. Una seconda certezza è legata alla totale indifferenza dell’amministrazione politica comunale, concentrata in una battaglia (a suon di avvocati) contro Iras e viceversa per tutte le vertenze legate ad una restituzione dell’immobile di via Bramante, che la Regione intende automaticamente risolta e dove i vertici di Palazzo Nodari danno una lettura opposta".
"Siamo finora certi che le uniche basi su cui il lavoro e le lavoratrici possono basarsi sono rappresentate dalle braccia e dai cuori delle decine e decine di lavoratrici e lavoratori, che ancora oggi non sanno il loro futuro inquadramento fra un mese o se vi saranno ancora contraccolpi stipendiali legati ad una situazione finanziaria non proprio solida. Oltre alla decina di milioni di euro di indebitamento della Rsa accumulati negli anni, le maestranze sono ancora in attesa di ricevere gli arretrati del contratto e di cui la gestione attuale di Iras non ha fatto sapere nulla. Ma oltre agli arretrati e alla attuale situazione di incertezza gestionale, poco si sa del futuro, se non della volontà chiara della Commissaria di provare a salvare il salvabile con un privato che paghi un canone (e quindi i debiti) e gestisca tutti i servizi, dalle pulizie, agli oss, infermieri, professionisti.. Di tutto ciò non è dato sapere nulla di più, se non l’impegno di garantire l’attuale base stipendiale. Attendiamo di essere convocati per meglio comprendere questo passaggio".
"Riprendendo quelle che possono essere le condizioni di Iras nei reparti: c’è chi spera di poter avere ancora lavoro, chi, come molti precari, si sta guardando intorno e tutto questo cercando di non far mancare mai il sorriso ai loro ospiti, il cuore della Rsa. A loro non vogliono far mancare quella vicinanza che i lavoratori non hanno mai visto dai loro rappresentanti politici, impegnati nelle guerre di posizione e poco inclini ad entrare in Iras".
"Come Cisl Fp continueremo a stare vicini a tutte le lavoratrici, ai lavoratori per non far mancare mai loro il sostegno specie in questo delicato momento storico".
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