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TRIBUNALE

"Falsi certificati per il porto d'armi": medico condannato

Una ventina gli episodi contestati, tutti molto simili

"Falsi certificati per il porto d'armi": medico condannato

E’ stato condannato a un anno e nove mesi, con sospensione condizionale della pena: questa la sentenza - di primo grado, quindi non definitiva e passibile di Appello - letta dal giudice nei confronti di un medico convenzionato con l’Ulss 5, l’azienda sanitaria del Polesine.

La vicenda, a quanto emerso nel corso delle indagini prima, del processo poi, ruota attorno al rilascio dei certificati medici attestanti il possesso dei requisiti psicofisici che sono imprescindibili per potere chiedere e ottenere il porto d’armi.

In tutto, una ventina i documenti di questo tipo finiti all’attenzione del Tribunale, a seguito dell’indagine di polizia giudiziaria apertasi sulla vicenda. Per tutti gli episodi contestati la dinamica ricostruita dall’accusa è più o meno la medesima: il medico si sarebbe occupato personalmente dell’inserimento delle singole prenotazioni presso il Cup, utilizzando la modalità cosiddetta di “overbooking”. Quindi, sul certificato, avrebbe attestato - falsamente, secondo l’accusa - di avere effettuato la visita sulla persona in questione in una struttura aziendale dell’Ulss 5 Polesana in una determinata data, laddove, invece, la visita sarebbe avvenuta in una data differente, precedente, e in una struttura privata.

Questa, ovviamente, la ricostruzione dell’accusa, che ha condotto a una condanna a 1 anno e 9 mesi, con la sospensione condizionale. Ora, una volta lette le motivazioni della sentenza, medico e difesa avranno facoltà di proporre Appello.

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