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SCUOLA
19.09.2023 - 20:24
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara l’aveva promesso: dopo gli spari in classe contro la professoressa di Rovigo Maria Cristina Finatti, l’11 ottobre scorso, ci sarebbe stata una stretta alle regole di comportamento in classe, nell’ottica di “riportare responsabilità, serenità e rispetto nelle scuole”.
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A distanza di quasi un anno dal terribile episodio avvenuto all’Itis Viola Marchesini di Rovigo, che ha fatto clamore in tutta Italia, questa stretta arriva. Nel corso del Consiglio dei ministri che si è tenuto lunedì pomeriggio il governo ha infatti approvato, tra le altre cose, un disegno di legge che introduce una serie di riforme del percorso scolastico. Il disegno di legge, che come tale dovrà essere approvato anche dal parlamento per entrare in vigore, prevede soprattutto un maggiore peso alla valutazione del comportamento degli studenti, il cosiddetto “voto in condotta”.
Innanzitutto il disegno di legge reintroduce il voto in condotta alle scuole medie, dove era stato abolito nel 2017 dall’allora ministra Valeria Fedeli. Sarà espresso in decimi e nel caso in cui al termine dell’anno lo studente abbia ottenuto un voto in condotta inferiore a 6, il consiglio di classe potrà decidere per la bocciatura o per la non ammissione all’esame di stato che conclude il percorso di studi (l’esame di terza media in questo caso).
La stessa cosa avverrà anche nelle scuole superiori (licei e istituti tecnici). Qui però è anche previsto che nel caso di un voto in condotta pari a 6 decimi, alla fine dell’anno scolastico lo studente non venga promosso automaticamente al successivo: all’inizio del nuovo anno (a settembre, solitamente) dovrà infatti presentare un “elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale” che sarà valutato dal consiglio di classe per un’eventuale promozione o bocciatura. Nel caso in cui lo studente prenda 6 in condotta al quinto e ultimo anno di scuola, l’elaborato dovrà essere discusso nel corso dell’esame di stato.
Tra le altre modifiche introdotte dal disegno di legge ce n’è una che riguarda la sospensione dalle attività scolastiche per motivi disciplinari. Lo studente che riceve fino a due giorni di sospensione dovrà svolgere “attività di approfondimento sulle conseguenze dei comportamenti che hanno determinato il provvedimento disciplinare”, e nel caso di sospensioni più lunghe dovrà svolgere “attività di cittadinanza solidale in strutture convenzionate con le istituzioni”.
E’ stata inoltre istituita una riforma degli istituti tecnici e professionali a partire dall’anno scolastico 2024/2025: prevede una sperimentazione di percorsi di quattro anni, al posto degli attuali cinque, a cui si aggiungeranno altri due anni in cui gli studenti potranno decidere se frequentare corsi di formazione professionale alle Its Academy, scuole di specializzazione tecnologica post-diploma.
Ora si attende l’avallo del Parlamento.
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