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Toffoli a Eccellenti: "Arte e cultura sono motore di sviluppo"

Il vicepresidente della Fondazione Cariparo è il primo ospite della seconda stagione del programma radiofonico.

La nuova stagione “Eccellenti, storie che lasciano il segno”, in diretta il giovedì su Delta Radio si aperta con l’intervista di Fiammetta Benetton a Giuseppe Toffoli, vicepresidente vicario della Fondazione Cariparo e presidente della Fondazione Goletta Verde. Ed è stata un’intervista ricca di spunti di riflessioni ma anche di novità, visto che proprio ieri sera a Palazzo Roverella è stata inaugurata la grande mostra dedicata a Tina Modotti.

Dottor Toffoli, nel nuovo corso di Palazzo Roverella da oggi c’è una nuova protagonista assoluta: Tina Modotti, grande fotografa.
“Sono già 3 o 4 anni che proponiamo mostre dedicate a grandi protagonisti della fotografia mondiale e quest'anno la figura principale sarà Modotti, una donna che ha attraversato paesi e oceani occupandosi non soltanto di fotografia ma anche di politica. Abbiamo letto molto su di lei, si dice che abbia partecipato all'assassinio di Trotsky e che abbia rischiato la vita, cose ai confini della fantasia e che ci danno una caratura del personaggio. Si parla di una grande fotografa che ha avuto anche amicizie importanti. Pensate che sulla sua tomba è addirittura presente un epitaffio di Pablo Neruda. Avviata dallo zio si è avvicinata alla fotografia, imparando molto dai grandi fotografi che ha conosciuto nel corso della vita e, nonostante la sua opera sia stata rivalutata probabilmente solo dopo la morte, forse è ancora poco conosciuta. Questa mostra vuole infatti trasmettere la fotografia della Modotti al grande pubblico”.

Come vengono scelti i temi delle grandi mostre che proponete ogni anno a Rovigo?
“Abbiamo istituito circa cinque anni fa una commissione di cui fanno parte esperti appartenenti al mondo dell’arte: alcuni lavorano al Museo di Monaco, altri al MoMA e in Olanda. Grandi personaggi che ci danno delle indicazioni e approvano o respingono le nostre proposte. Riteniamo infatti che la scelta non possa e non debba essere compito degli amministratori locali e che queste decisioni debbano essere affidate a persone competenti con l'obiettivo di alzare l’asticella”.

Palazzo Roverella ormai è riconosciuto a livello internazionale per la qualità delle sue mostre, diventando anche un importante viatico per la città di Rovigo e per il Polesine. Fondazione Cariparo quindi non si occupa solo di arte ma è anche molto vicina al territorio nella valorizzazione di ciò che può offrire... 
“Arte e cultura sono probabilmente gli elementi più importanti per lo sviluppo di un territorio. E’ per questo che sosteniamo molte iniziative in Polesine legate al mondo dell’arte. La Fondazione vuole incentivare la cultura e far crescere questa provincia, e lo fa con molte iniziative tra cui quella di introdurre le università, che anni fa mancavano. Credo che queste iniziative abbiano dimostrato che anche in Polesine si possono fare delle cose ben realizzate e ben congegnate. Nelle mostre di Palazzo Roverella abbiamo avuto presenze non soltanto al Polesine polesane ma anche da altre province e regioni”.  

Del resto ci sono i numeri a dimostrarlo...
“Le ultime mostre d'arte dedicate a Renoir e Kandinskij hanno raggiunto vette da 80/90mila presenze”.

Numeri che avvicinano Rovigo alle grandi città, un segnale importantissimo che va valorizzato e frutto di un lavoro incredibile da parte della Fondazione.

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