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EMERGENZA PROFUGHI

Un grande centro a Zelo, a Roma ci pensano davvero

Le indiscrezioni sulla stampa nazionale: ci sono gran parte delle condizioni per ospitare il Cpr

Un grande centro a Zelo, a Roma ci pensano davvero

A dispetto delle condizioni pessime in cui versa dopo anni di abbandono, l’ex base Nato di Zelo potrebbe essere indicata dal ministero degli Interni come sede del nuovo Cpr (Centro per la permanenza e il respingimento degli immigrati irregolari) che dovrà sorgere in Veneto. Anche nelle ultime ore il ministro Piantedosi ha spiegato che ce ne dovrà essere uno in ogni regione, e dopo le chiusure negli annbi scorsi di Cona e Bagnoli il Veneto ne è sprovvisto.

La decisione sull’area individuata verrà presa direttamente dal Viminale dopo le consultazioni del caso con il prefetto di Venezia che sarà chiamato poi a coordinare la sicurezza. Per quanto riguarda i lavori necessari a rendere agibile l’area individuata (è probabile che si tratti un’ex caserma) sarà invece l’esercito.

Sui quotidiani nazionali di lunedì 25 settembre per il Cpr in Veneto l’unica ipotesi che viene accredita è dunque quella dell’ex base Nato di Zelo, nel comune di Ceneselli. Il motivo? Siamo di fronte quasi una sorta di esclusione per cause di forza maggiore (o mancanza di requisiti). Zelo rispetta invece molte delle indicazioni date dal ministero per l’individuazione dell’area: è 80 chilometri dall’aeroporto di Bologna e a 70 da quello di Verona (aeroporti da usare per i rimpatri). La recinzione c’è (anche se a dire il vero è l’unica cosa ancora in buono stato), è un sito isolato e sufficientemente distante dai centri abitati più grandi. Inoltre, altre condizioni messe dal Viminale, è “perimetrabile” e “sorvegliabile” (ovviamente con un costo non indifferente, visto che comporterebbe il trasferimento di un ingente numero di uomini delle forze dell’ordine).

Così come sarebbe notevole il costo per rimettere in sesto quel che resta dei casermaggi, anche se l’intenzione di affidarsi al Genio dell’Esercito lascia presupporre che si potrebbe anche partire con strutture di facile costruzione.

Chiusa nel 1990, una decina di anni fa parte dell'area è stata occupata da un grande impianto fotovoltaico, ma ancora in capo al Demanio militare l’intera - ed ampia - zona in cui c’erano gli uffici e gli alloggi dei militari.

Il Ministero della Difesa ha comunque annunciato che entro novembre verrà pubblicata la lista dei nuovi Centri di Permanenza e Rimpatrio, “uno per Regione”, anche se è facile immaginare che fino all’ultimo la scelta verrà osteggiata da buona parte delle comunità locali.

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