VOCE
l’intervista
01.10.2023 - 06:59
Luca Zaia ha rilasciato un'intervista esclusiva a Open.
Luca Zaia a tutto campo. Dai migranti all’autonomia regionale, dalla politica all’economia del Veneto. In una intervista rilasciata ad Open il governatore del Veneto fa il punto della situazione su tanti temi di attualità
Migranti Sul tema immigrazione Zaia specifica che “È in corso un esodo biblico, che non dipende dal governo. L’Italia ha due problemi con questi numeri insostenibili. Il primo: la qualità dell’accoglienza, che scade mentre ci troviamo a dover garantire ospitalità a persone che non hanno alcun titolo per restare qui e se ne dovrebbero tornare a casa. I rifugiati veri, che scappano realmente dalla morte e dalla fame, rappresentano l’8% degli arrivi, secondo dati ministeriali. Gli altri migranti irregolari tolgono i letti ai profughi veri. Il secondo aspetto riguarda il cambiamento repentino a cui è sottoposta la fisionomia della società. La nostra sta diventando una società multietnica e, purtroppo, anziché essere un processo naturale, sta avvenendo a una velocità inaudita. Ciò, impone di cambiare radicalmente modelli educativi, sanitari, sociali. E non solo. In Veneto abbiamo un modello di integrazione tra i più efficienti al mondo. Negli anni, abbiamo garantito a 550mila immigrati, su 5 milioni di veneti, di diventare a loro volta dei nuovi veneti, permettendo loro di realizzare un progetto di vita e integrazione. Quindi, per usare un termine che va di moda, nessuno si oppone a un’immigrazione sostenibile, anzi. Ma con i numeri di sbarchi che stiamo subendo non si può parlare di immigrazione, piuttosto di esodo biblico”.
Cpr in Veneto Sui Cpr in Veneto ha detto: “I Cpr non dipendono dalle Regioni. L’insediamento lo decide il governo, tramite i ministeri competenti. Il progetto, da come è stato divulgato, è di avere uno per ogni regione. Precisiamo innanzitutto che i Cpr non c’entrano nulla con l’arrivo dei migranti sulle coste di Lampedusa. Il Cpr è un anello della catena della filiera dell’immigrazione: è il centro di detenzione amministrativa per un massimo di 18 mesi per coloro che dovranno essere espatriati e tornare a casa loro. Il livello di espatri che l’Italia è riuscita a gestire è inferiore a 4 mila unità all’anno. Pensiamo che nel 2023, in virtù di questa tempesta perfetta a livello internazionale, arriveranno 200 mila migranti sulle coste italiane. Se partiamo dal presupposto che in media solo l’8% riceve il livello di protezione massima di rifugiato. Anzi volendo abbondare, ipotizziamo che a ottenere altri tipi di protezione saranno altri migranti per una quota massima del 30%, secondo i dati storici. Ecco vuol dire che su 200mila migranti almeno 140mila se ne dovranno tornare a casa, non avendo titolo per restare in Italia. Da un lato siamo preoccupati perché questi 140mila occupano inevitabilmente posti che spetterebbero ai profughi veri, ai rifugiati veri che scappano dalla morte e dalla fame. Dall’altro, però, se riusciamo a rimpatriare solo 4 mila persone all’anno o giù di lì, capisce che immaginare di rimpatriarne 140mila all’anno sarebbe come cercare di svuotare il mare con un secchio. Quindi il vero tema è quello dei numeri, della condizione che ormai è diventata insostenibile e del fatto che l’Europa è totalmente assente. L’Europa non si sta occupando di questo problema. Di più, l’Europa sta facendo diventare l’Italia un grande campo profughi”.
Immigrazione e sicurezza Collegato al tema migranti c’è quello della sicurezza. “E’ innegabile che con i flussi arrivino anche molti delinquenti. I segnali sono evidenti, basta guardare cosa succede nelle stazioni dei treni, nelle piazze di spaccio, e il racket della prostituzione, o ancora, la condizione di alcuni quartieri periferici. l’Italia è l’El Dorado dei delinquenti: fino a 4 anni di condanna non si va in galera. Cioè, per essere recluso vuol dire che ne ha combinate tante, visto che per la microcriminalità non si finisce certo in cella”.
La Lega e l’Europa “Io - spiega il presidente del Veneto - parlo da europeista convinto. Però sulla questione migranti l’Europa sta avendo una posizione inconciliabile con lo stesso dettato europeo. Se guardiamo alle prove muscolari della Germania che finanzia le Ong, all’Austria che sospende Schengen e alla Francia che le va dietro, ecco sono questi i segnali di un’Europa assente”.
Elezioni e terzo mandato La posizione di Zaia: “Ci sono solo due cariche elettive in Italia scelte direttamente dal popolo, e sono il sindaco e il presidente di Regione. Allora, se decidiamo che il cittadino deve essere attore protagonista nella scelta dei propri rappresentanti, figuriamoci se dovremmo porre dei limiti su chi deve governare i propri territori. Non possiamo giustificare il blocco dei mandati dicendo che si creano centri di potere, perché potremmo stare qui a elencare quanti Comuni e quante Regioni hanno visto il loro sindaci e governatori uscenti non essere rieletti dopo il primo mandato. I cittadini sanno scegliere, punto. Tant’è che gli elettori che vanno alle urne, nello stesso giorno, votano magari a destra a livello nazionale e a sinistra a livello locale. I cittadini scelgono i propri rappresentanti, bisogna avere massimo rispetto dei cittadini. Detto ciò, vedremo quali saranno le decisioni che prenderanno a livello nazionale. Chiudo e ripeto: trovo strano che un sindaco non possa ricandidarsi dopo due mandati, ma lo stesso sindaco possa stare una vita in Parlamento”.
Autonomia differenziata Sul tema tanto caro al governatore lui stesso ha detto che “sono fiducioso perché questo è l’unico governo che ci mette nelle condizioni di discutere di questi temi. C’è un disegno di legge in Parlamento e l’autonomia non la si fa se non abbiamo la legge. Ogni legge, è normale, innesca una discussione. C’è tutto il tempo per trattare l’autonomia e non penso che il governo abbandoni il progetto autonomista. Voglio sottolineare che non stiamo parlando di una battaglia politica di un partito, l’autonomia è prevista dalla Costituzione. Spiace che ci sia in giro qualcuno che ancora ripete lo slogan della presunta secessione dei ricchi. Quanto al minare l’unità nazionale, è un’altra fandonia: ad esempio, modelli federalisti più avanzati del nostro, come quello tedesco, fanno percepire la Germania come un grande Paese. L’autonomia è una vera assunzione di responsabilità. Non è normale che un cittadino faccia le valigie per andarsi a curare fuori regione, ma la giustificazione non può essere che un territorio ha avuto meno risorse di un altro”.
Autonomia e premierato Il governatore ha precisato che “mi sembra un accoppiamento inutile. Il tema del presidenzialismo o del premierato che dir si voglia è nel contratto di governo. Ci colleghiamo al discorso del blocco dopo il secondo mandato: se diamo al cittadino il diritto di eleggere il proprio premier, dovremmo rispettare sempre la centralità dell’elettore come attore protagonista nella scelta della classe dirigente”.
Porte girevoli in Lega Sulle polemiche nella Lega dopo il raduno di Pontida ha spiegato: “Ero ancora un ragazzetto, che ci furono tragedie simili quando uscì un dirigente lombardo dalla Lega, Franco Castellazzi. Il tema delle porte girevoli esiste in tutti i partiti, nella Lega comunque il bilancio è in positivo grazie ai nuovi arrivi. Ho il massimo rispetto per Castelli, ma fa più rumore una pianta che cade di una foresta che cresce. Lo dice un venetista convinto, sia chiaro. Porto una metafora: io ho un appartamento e quando c’è un’assemblea di condominio, con i miei millesimi, non sono in grado di far approvare ciò che voglio. Se la Lega avesse i millesimi per decidere le sorti del Paese, porteremmo in dote tutto ciò che potremmo portare dalla Lega delle origini. Ma a Roma, per prendere delle decisioni, dobbiamo comportarci come se ci trovassimo in un’assemblea di condominio”.
Meloni, Le Pen e Salvini E restando in tema di politica e alleanze internazionali e ai rapporti tra Salvini, Meloni e Le Pen: “Ciascuno ha la sua linea politica. Torniamo alla metafora dell’assemblea di condominio con i millesimi da far valere? Io, sinceramente, eviterei di riempire di ulteriori contenuti delle dinamiche che sono molto più semplici di quello che si possa pensare. La Lega è la Lega, punto e basta”.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 