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“Dobbiamo far ripartire il Paese”

Il vicepresidente di Confindustria Veneto Est Armenio: “Attenzione a tassi di interesse e aumenti materie prime, arrivano mesi difficili”

“Dobbiamo far ripartire il Paese”

Paolo Armenio, vicepresidente di Confindustria Veneto Est

“Attenzione a tassi di interesse e aumenti materie prime, arrivano mesi difficili”

ROVIGO - “Il Polesine è un territorio ricco che ha bisogno di essere valorizzato, lo stiamo sottovalutando. Spero che che la nostra provincia emerga sempre più”. Le parole di Paolo Armenio, vicepresidente di Confindustria Veneto Est con delega al territorio di Rovigo, intervistato da Fiammetta Benetton ai microfoni di Delta Radio nell’appuntamento settimanale di “Eccellenti - storie che lasciano il segno”.


Quali sono le cose che la provincia di Rovigo dovrebbe essere orgogliosa di raccontare?

“Abbiamo un Delta importante che dobbiamo far crescere e conoscere, un’asta navigabile rilevante dal punto di vista turistico e commerciale. Con le province di Cremona e di Mantova nasce il progetto di realizzare un’unica asta su cui la regione ha investito 53 milioni euro e penso che per gennaio saremmo pronti a presentarlo. Abbiamo un importante tessuto industriale che viene poco raccontato, dobbiamo comunicarlo al mondo per essere attrattivi per i giovani e per evitare che si spopoli il territorio. Non vorrei che noi come Veneto diventassimo sub fornitori”.

Che cosa state facendo come Confindustria sotto il profilo Its e università?

“Grazie al presidente del Marco Polo Damaso Zanardo abbiamo portato a Rovigo il primo istituito tecnico superiore per la gestione dei trasporti e della logistica a cui possono accedere tutti i diplomati, il 95% degli iscritti trova subito lavoro. Il problema è che non si riescono a trovare giovani che frequentino, gli istituti tecnici dovrebbero essere valorizzati come delle scuole di formazione professionale con una formazione sul campo che offre delle conoscenze tecniche immediatamente spendibili nel mondo del lavoro, non devono essere visti come ‘scuole di serie B’”.

È stata inaugurata una nuova mostra di cui anche Confindustria è patrocinatore: “Regina Schrecker e Andy Warhol. Fashion e Pop Art in Villa Morosini” con il Sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi…

“Le nostre imprese vogliono essere vicine al territorio, allo sport e alla cultura. Secondo me sarebbe importante realizzare un biglietto unico sulle mostre, significherebbe mettere in rete centri importanti per la crescita del territorio”.

Confindustria è un’ associazione di categoria che vede le aziende del territorio unirsi…

In Confindustria Veneto Est sono associate più di 5 mila imprese in quattro province: Rovigo, Padova, Treviso e Venezia. La paura di tutti era che Rovigo fosse fagocitata dal sistema ma come previsto questo non è successo e anzi: è sempre più valorizzata. Oggi siamo la seconda Confindustria d’Italia, con il presidente Leopoldo Destro stiamo portando avanti un progetto di sinergia che ha permesso alle nostre imprese di accedere a numerosi servizi e attività e spero questo accada anche con i nostri comuni che faticano ad aggregarsi, abbiamo progetti trasversali e aziende che insistono su più comuni”.

Parliamo di Zls, la zona logistica semplificata istituita dal 6 ottobre 2022 di cui le aziende potranno beneficiare.

“Benefici fiscali per le aziende, i contributi a fondo perduto. Al momento mancano il comitato di indirizzo e lo sportello unico della semplificazione imprese in un giorno. Quest’ultimo è importante perché oggi quello che sta tenendo lontano gli investitori internazionali sono la certezza delle autorizzazioni e i tempi di rilascio. Dei 9 miliardi a disposizione per le Zls in Italia, il 20% è destinato a quelle del Nord dove oggi è presente solo la nostra”.

Abbiamo assistito all’inflazione, alla fine del bonus del 110% e ad altri eventi che hanno minato la tranquillità degli imprenditori.

“L’autunno purtroppo sarà caratterizzato da due grandi problemi: l'aumento delle materie prime e l'aumento dei tassi di interesse. Gli investimenti oramai bloccati perché i tassi non reggono più i conti economici e dobbiamo trovare il modo di far ripartire il Paese. Oggi comunque il sistema bancario italiano non sta chiedendo finanziamenti all’Europa, sta facendo utili importanti”.

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