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VENETO

L'etto di marijuana? "Per la terapia". Assolto

L'aveva acquistata sul mercato illegale, ritenendo fosse maggiormente efficace. Il giudice gli crede

Lui nasconde marijuana, la compagna la fuma davanti ai carabinieri

Non sempre le apparenze sono indicative della verità, come dimostra il caso di un uomo di 60 anni di Treviso. Inizialmente accusato di detenzione di stupefacenti, l'uomo è stato alla fine assolto dal processo. La ragione? La marijuana che aveva in possesso era destinata all'uso personale, poiché l'uomo, affetto da una grave invalidità che gli procurava forti dolori, la utilizzava a fini terapeutici. L'uomo aveva acquistato la sostanza sul mercato dello spaccio, poiché riteneva fosse di maggiore purezza e poteva acquistare quantità maggiori rispetto ai prodotti a fini terapeutici legali.

La vicenda risale alla primavera del 2018, quando il 60enne è stato fermato dalle forze dell'ordine nei pressi del quartiere di San Liberale a Treviso, in possesso di un pacchetto di stupefacente che pesava circa 100 grammi. L'uomo è stato coinvolto in un'operazione contro la vendita di droga, finalizzata a smascherare lo spacciatore. Gli agenti avevano individuato il venditore proprio al momento della consegna della sostanza. Quando l'uomo è stato fermato, gli è stata trovata addosso la marijuana, racchiusa in un unico involucro.

Durante il processo, difeso dall'avvocato Marco Furlan, l'uomo ha sostenuto che la droga non era destinata alla vendita, ma al suo consumo personale a scopo terapeutico. Sebbene il quantitativo superasse di quattro volte il limite oltre il quale si configurerebbe il reato di detenzione di stupefacenti, il giudice Umberto Donà ha ritenuto credibile la sua versione. In parte, questa decisione è stata influenzata da alcune sentenze della Corte di Cassazione che, in passato, hanno riconosciuto la possibilità di detenere quantità di droga superiori alla soglia per uso personale, a condizione che non siano quantità esagerate.

Diversamente, la Procura aveva richiesto una condanna di un anno e quattro mesi di detenzione. La vicenda mette in luce la complessità dei casi che coinvolgono l'uso terapeutico della marijuana e i limiti delle leggi attuali in materia di stupefacenti. La questione dell'uso della cannabis a scopo medico è sempre più attuale e richiede una regolamentazione chiara che tenga conto delle esigenze dei pazienti.

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