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Così il caffè ora parla polesano

Lorenzo Mischiatti a “Eccellenti”: “Kenya, Brasile e Papua Nuova Guinea: da qui nasce la nostra miscela 45° Parallelo”.

Così il caffè ora parla polesano

Lorenzo Mischiatti, “Mister Caffè”, ieri ospite di “Eccellenti”, sulle onde di Delta Radio

“Un caffè, grazie”. Niente di più sbagliato. Perché c’è caffè, e caffè. Anzi, miscela e miscela. “Ad essere sinceri, per usare il termine giusto al bar dovremmo chiedere un espresso, parola che identifica il metodo di estrazione”. Parola di mister Caffè: Lorenzo Mischiatti, di Taglio di Po, autore della miscela “45° parallelo”, è stato l’ospite di oggi, 26 ottobre, di “Eccellenti”, il programma condotto da Fiammetta Benetton e in onda sulle frequenze di Delta Radio il giovedì, dalle 13 alle 15, e in replica la domenica mattina.

Una chiacchierata a 360 gradi, durata due ore, e inframmezzata da hit dei Queen e successi della musica italiana: le canzoni preferite dallo stesso Mischiatti, che si è raccontato (gusti musicali compresi) alla Benetton.

Ma il protagonista della giornata è stato senza dubbio il caffè. Con Mischiatti che ha ripercorso le origini della sua miscela. “Ci sono due tipi di miscela, principalmente: l’arabica, che ha 44 cromosomi e un valore aromatico importante; e la robusta, che ne ha la metà, e risulta molto intensa e corposa”, ha raccontato Mister Caffè. “L’arabica, che ha come primo produttore al mondo il Brasile, rappresenta il 60% delle importazioni italiane; la robusta, esportata principalmente dal Vietnam, rappresenta il restante 40%. Da poco, nella zona Sudorientale della Sicilia, è partita la prima coltivazione italiana di caffè: un esperimento che sta suscitando molta curiosità”.

Quindi, il focus su “45° parallelo”: “Nella nostra torrefazione di Taglio di Po - racconta - ci sono arrivati un campione preimbarco dal Kenya, dolcissimo, e uno dal Brasile, molto corposo. Abbiamo cercato di combinare insieme queste due tipologie, per ottenere un caffè gradito al gusto italiano, che lo chiede dolce ma corposo. Ogni risultato raggiunto, però, non era soddisfacente. Fino a quando non ci è arrivato un campione dalla Papua Nuova Guinea”. La chiave di volta che mancava: “L’abbiamo introdotto al 10% nella nostra miscela. E il risultato è stato fenomenale: nel 2021 a Bruxelles una platea di 200 tra i migliori chef e sommelier del mondo ci ha conferito il Superior Test Award, con tre stelle d’oro e una valutazione superiore al 90%. Un successo che poi abbiamo ripetuto per tre anni di fila: un filotto che non riesce quasi a nessuno”. E il caffè, adesso, parla (anche) polesano.

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