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Rotary Club di Adria

“Sistema debole, formiamo i giovani”

Incalzato dal presidente Rubinato, ha parlato del ruolo delle Bcc nel sistema economico

“Sistema debole, formiamo i giovani”

 “Serve una cultura finanziaria che inizi dalla formazione dei giovani”. Lorenzo Liviero, presidente della Federazione del Nord Est, organismo associativo che riunisce le banche di credito cooperativo venete del gruppo bancario Cassa Centrale Banca spa, è stato l’ospite della conviviale del Rotary Club di Adria di martedì scorso. Tema della serata la relazione tra Bcc ed economia del territorio.

Il presidente del club, Leonardo Rubinato, ha introdotto l’intervento ponendo al relatore due quesiti. “Di fronte ad un mondo in continuo cambiamento, passati dalla emergenza Covid al conflitto Russia-Ucraina, attraverso l’emergenza ambientale e la trasformazione tecnologica e digitale, di fronte ad un’incertezza che incide sulla volatilità dei prezzi delle materie prime e che porta ad una contrazione dell’attività produttiva - le parole di Rubinato - il sistema bancario ha tenuto e le stesse Bcc, a livello nazionale, si trovano in una situazione di relativa stabilità grazie all’alta patrimonializzazione, all’abbondante liquidità ed a una redditività in forte recupero. Questo quadro vale anche per le banche associate alla federazione del Nord-Est? E ancora, l’obiettivo è unicamente il profitto oppure c’è anche la volontà di supportare le imprese del territorio?”.

Il presidente della Federazione del Nord Est delle Bcc venete ha risposto tracciando un sintetico quadro geo-politico sull’evoluzione dello sviluppo economico nella nostra provincia, storicamente caratterizzata da una certa arretratezza rispetto alle altre province venete. “In effetti ancor oggi assistiamo alla presenza di un sistema industriale fragile -ha sottolineato Liviero - predomina un’economia soprattutto agricola. Non abbiamo mai avuto una vera e propria imprenditoria locale, anche la Bassano al primo segnale di crisi, ha chiuso lo stabilimento di Rovigo. Abbiamo sofferto per assenza di infrastrutture e la prevalenza di microimprese non capitalizzate. Questo è segno che manca una cultura d’impresa; non c’è una strategia di sviluppo territoriale”.

Ha continuato spiegando che geograficamente siamo un punto strategico per la logistica perché fuori dai traffici congestionati ed è facile trasferire le merci. “Sono 23.420 le imprese attive sul nostro territorio: artigiani, commercianti, medie e piccole imprese di cui 1.736 imprese giovanili, 5.655 femminili e 42 start up, ma purtroppo non siamo all’altezza di competere con i numeri di altre province - ha precisato - siamo deboli, il tasso di disoccupazione è del 9,1%, a fronte dei dati delle altre province: Belluno 4%, Treviso 5%, Venezia 6%, Padova 5,6%, Verona 5% e Vicenza 4,6%, con una media regionale al 5,3%. Per quanto riguarda il rapporto tra import e export, noi importiamo più di quello che esportiamo: questi dati confermano che siamo deboli”. In tale contesto si è valutato il tema del credito, del risparmio raccolto dal sistema bancario e impiegato per sviluppare economia con una restituzione a imprese e famiglie, fulcro fondamentale per lo sviluppo. I depositi bancari della provincia di Rovigo sono in buona parte nelle Bcc. Il credito cooperativo è un importante agente di sviluppo sia da un punto di vista finanziario che sociale e territoriale.

“Le Bcc - ha proseguito Liviero - si reggono sugli articoli 45 e 47 della nostra Costituzione: l’articolo 47 recita ‘La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme’, disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito a tutela del risparmio, e l’articolo 45 ne sottolinea il carattere mutualistico e privo di intento speculativo ‘La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata’”. “Noi raccogliamo i risparmi del nostro territorio, con una piccola tolleranza e li impieghiamo sul territorio: non facciamo finanza speculativa” ha spiegato Liviero.

Il relatore ha concluso ricordando l’ulteriore impegno delle banche Bcc per creare una cultura finanziaria investendo in progetti volti alla formazione dei giovani. E’ in essere un corso di educazione finanziaria nelle scuole superiori del territorio che sta riscuotendo grande interesse; quest’anno hanno aderito al progetto 52 scuole. Infine, una significativa curiosità: di fronte alla somministrazione di un questionario, gli studenti hanno manifestato interesse soprattutto per gli aspetti etici connessi all’esercizio bancario; questo è un dato interessante; ci fa ben sperare che le nuove generazioni possano contribuire davvero al bene del nostro territorio e della nostra società.

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