VOCE
l’intervista
29.10.2023 - 08:30
Fiorenzo Scaranello
ROVIGO - E’ stato presidente del conservatorio Venezze dal 2019 al 2022, e ora Fiorenzo Scaranello punta a diventare p residente dell’Accademia dei Concordi. Il prossimo 8 novembre la sua candidatura è in corsa con quella di Pier Luigi Bagatin per raccogliere il testimone di Giovanni Boniolo. Scaranello (69 anni, medico in pensione) ha come obiettivo quello di dare un impulso diverso all’attività dell’Accademia, per aprirla a nuove sfide, pur rimanendo, ci tiene a sottolinearlo “la casa di tutti”.
Scaranello cosa l’ha spinta a candidarsi per la guida dell’Accademia?
“Il percorso è nato circa un anno fa, e alcuni responsabili di enti mi hanno spinto a candidarmi. Ci ho pensato su e dopo qualche mese ho preso la decisione. Fin da subito l’idea è stata di correre con una lista di tre persone, ora rimaste due, per il ruolo nel consiglio direttivo, per dare così la possibilità, in caso di vittoria, di avere anche consiglieri dell’altra lista, così compiendo un gesto concreto a favore dell’unità dell’istituzione”..
L’altra lista, appunto, in genere alla presidenza dell’Accademia si arrivava con una candidatura unica.
“Vero, ma credo che avere due liste sia anche sinonimo di dinamicità, di pluralismo”.
Possiamo dire che l’8 novembre sarà un duello fra continuità e innovazione?
“So che c’è chi la legge in questo modo. Io dico solo che il fine è quello di” valorizzare e potenziare patrimonio e ruolo dell’Accademia. Boniolo nei suoi due mandati ha fatto tante cose buone. Io vorrei dare un impulso ulteriore”.
E le polemiche di qualche settimana fa, con quella sua lettera con toni fermi?
“Era un modo per chiedere rispetto verso chi condivideva la mia linea programmatica. Da parte mia nessun rancore, nessuna ruggine e ogni polemica è alle spalle”.
Ha parlato di programma.
“Sì, in questi giorni lo sto mandando ai soci accademici che dovranno votare. I progetti su cui intendo lavorare sono diversi e vari. Diamo per scontato la valorizzazione del patrimonio artistico dei Concordi, e così pure il rafforzamento di capisaldi come le mostre del Roverella e del Roncale, Rovigoracconta e altri appuntamenti consolidati”.
E poi?
“L’obiettivo è aprire l’Accademia ad altre sfide, farla diventare ancor il perno attorno a cui possa ruotare il sistema culturale della città e del Polesine. E fornire anche nuovi servizi, ampliando e rafforzando la collaborazione con enti, associazioni, istituzioni. Ad esempio farsi promotore di corsi formativi per operatori culturali che possa essere utile per tutte le biblioteche della provincia, anche per cercare risorse economiche, inoltre fornire un servizio per la partecipazione ai bandi e ai progetti europei”.
E all’interno dell’Accademia?
“Io vorrei ripristinare il ruolo del direttore, che dovrà essere manager della cultura, sulla scorta di quello che avviene nei grandi musei nazionali. Un manager per valorizzare e promuovere il grande patrimonio Concordi, ma anche cerare nuovi collegamenti con le altre istituzioni culturali, dal Cur al museo Grandi fiumi, dal conservatorio ad altri musei del Polesine”.
Ma collaborazioni di questo tipo ci sono già.
“Si ma io punto a potenziarle e incrementarle, portando anche alcuni progetti che avevo iniziato a seguire da presidente del Conservatorio. Ad esempio la acquisizione con il Conservatorio della grande raccolta di materiale musicale a palazzo Fanan a Fratta Polesine. E poi la realizzazione della casa della cultura e della musica a Tagli di Po. Questo grazie alla donazione del titolare del Patio, pronto a lasciare al conservatorio un immobile da adibire a questa finalità Stringere quindi la sinergia col Venezze. A Bergantino l’Accademia ha legami col museo della giostra, se ci fosse anche un forte legame anche a Taglio di Po si potrebbe realizzare un collegamento ovest-est nel Polesine dove si parlerebbe un linguaggio culturale comune. E poi mettere in rete i musei storici del Polesine, quelli che sono stati al centro della mostra al Roncale. Che potrebbero, tra le altre cose, avere percorsi comuni e diventare luogo per presentare le produzioni dei due conservatori polesani”.
Puntare così tanto sulle collaborazioni non rischia di ridimensionare l’unicità dell’Accademia?
“Ma no. Il ruolo ai Concordi dà la storia e la sua autorevolezza. Si tratta solo di aprirsi un po’ di più e impostare nuovi servizi, l’accademia deve diventare una sorta di apparato vascolare culturale nel tessuto sociale del territorio”.
Ci sono importanti lavori di ristrutturazione in corso nella sede dell’Accademia in piazza Vittorio Emanuele.
“Certo che vanno seguiti perché sono fondamentali. Io inoltre vorrei lavorare anche per trovare nuovi spazi per poter esporre in maniera permanente tante opere d’arte dei Concordi e del Seminario. Luoghi anche dove mettere insieme quadri, libri e musica. E qualche spazio in mente ce l’ho”.
Tornando alla sfida dell’8 novembre nella sua lista ci sono Massimo Ubertone e Francesco Musco.
“Cadidati al consiglio direttivo. Mentre un terzo candidato si è ritirato, ma su questo, come dicevo prima, non voglio tornare. Ribadisco che vogliamo aprire l’Accademia a nuove sfide e proprio il fatto di avere pochi candidati per il consiglio significa disponibilità a lavorare con l’altra lista, dove ci sono persone che conosco e stimo, anche per integrare i programmi. E soprattutto per lavorare con disponibilità e in serenità”.
Nonostante l’assemblea dei soci in questo momento sia divisa e piuttosto “frizzantina”?
“Una fase che si supererà dopo le votazioni perché il fine di tutti è di valorizzare sempre più l’Accademia dei Concordi”.
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