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La conviviale

Rotary, la spilla a due nuovi soci

Relatore della serata organizzata dal Rotary Club Porto Viro Delta del Po è stato il sindaco e docente universitario, Leonardo Raito

Rotary, la spilla a due nuovi soci

Importante conviviale per il Rotary club Porto Viro Delta Po al ristorante Le Magnolie di Papozze. Nell’occasione c’è stata infatti la consegna della spilla (tecnicamente la “spillatura”) a due nuovi soci, il dottor Stefano Marangoni e l’ingegner Isabella Crepaldi.

Ospite e relatore della serata è stato Leonardo Raito, sindaco di Polesella, nonché docente di storia contemporanea all’università di Padova. Appassionato di storia politica, economica e militare, Raito è stato invitato dal presidente del Club, Stefano Mazzuccato, per parlare della crisi di partecipazione dei cittadini al voto e della trasformazione dei partiti nella prospettiva storica della seconda Repubblica, tema riportato sulla tesi preparata per il master che ha frequentato presso la Luiss di Roma e tradotto nel libro “Un uomo solo al comando”.

Nello specifico, il sindaco Raito ha evidenziato la crisi profonda che sta vivendo il nostro sistema politico, ormai indigesto agli elettori, con un breve confronto fra la prima Repubblica, con soli tre partiti a dividersi la maggioranza dell’elettorato e con affluenze alle urne in periodo di elezioni che si avvicinavano all’80%, e la seconda Repubblica, caratterizzata dalla scomparsa dei partiti di peso e la comparsa, a partire da Bettino Craxi, di nuovi leader politici. Un sistema transitorio al termine del quale il potere giudiziario ha scardinato l’equilibrio dei poteri politici. Durante la prima Repubblica l’elettorato si fidava del sistema dei partiti, con milioni di iscritti e conscio di una certa alternanza al governo e in Parlamento.

Nella confusione politica attuale, di contro, i partiti non possono più contare su uno zoccolo duro di iscritti, con trasferimenti di voti e di tessere in funzione del leader del momento, e l’esempio più lampante sono le ascese e le cadute di questi leader, passati da percentuali di voti vicine al 40% per poi scendere, nelle votazioni successive, al di sotto del dieci percento. Il tema più importante che stanno affrontando i politologi oggi è dunque proprio quello della qualità della democrazia. L’elettorato va sempre meno a votare anche perché l’elettorato non può fare alcuna azione di controllo su chi governa. Raito ha poi proseguito facendo notare l’assoluta sfiducia degli elettori nei confronti degli attuali rappresentanti politici, la maggior parte dei quali sconosciuti anche da chi li ha votati e che ha portato a percentuali di votanti bassissime.

Allora cosa bisogna fare per cambiare questa situazione? Sicuramente modificare la legge elettorale e fare sì che possa prevedere una maggiore partecipazione e un maggior coinvolgimento dei cittadini nella scelta dei loro candidati, magari con un sistema di elezioni primarie per la scelta degli stessi, non come ora dove sono i partiti a decidere chi far eleggere. C’è poi il populismo latente portato avanti da alcuni leader in nome del loro partito o movimento (vedi il taglio dei parlamentari, con la conseguente mancanza di rappresentanti per alcuni territori), per non parlare dell’assoluta mancanza di formazione e preparazione politica degli attuali rappresentanti, che alla fine sono quelli che approvano le leggi. Si sta ampliando il divario fra il desiderio di partecipazione e l’effettiva capacità di esercitare un’azione di controllo delle politiche e delle strategie e, al momento attuale, non si vede via d’uscita.

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