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Un Polesine da scoprire a tinte noir

Gli scrittori Antani e Mascetti ospiti di “Eccellenti”: "Raccontiamo una provincia che pochi conoscono".

Un Polesine da scoprire a tinte noir

Nicola Surian (Mascetti) e Pietro Merlo (Antani) ospiti di “Eccellenti”

C’è il noir, c’è il nostro dialetto, ci sono le nebbie del Polesine e gli angoli delle strade del centro che tutti conosciamo. E poi ci sono le storie, quelle piccole, dei paesi del Polesine, ognuno con le proprie leggende e i propri personaggi; e la “Storia”, quella con la “S” maiuscola, che arriva anche in provincia e la sconvolge.

C’è tutto questo, nei libri di Antani e Mascetti, autori polesani ospiti oggi, 2 novembre, di "Eccellenti", il programma in onda sulle frequenze di Delta Radio al giovedì, dalle 13 alle 15, e in replica la domenica mattina, condotto da Fiammetta Benetton.
Due nomi celebri, i loro, della filmografia nazionale. Ispirati ai personaggi di “Amici miei”, nascondono in realtà Pietro Merlo (Antani) e Nicola Surian (Mascetti), “abbiamo 50 anni, siamo amici da 47. Abbiamo scelto questi nomi d’arte, e il riferimento a quel film, come inno all’amicizia”, spiegano.

E poi, diciamocelo, sono due nomi iconici. E dunque, fanno colpo. “La gente ci ferma, ci chiede: ma siete Antani e Mascetti? Se lo ricordano, e poi questa curiosità magari li spinge ad aprire i nostri libri. Una bella soddisfazione”. In due anni, i due amici hanno sfornato due romanzi. “L’eredità del male”, nel 2022, e “Quella cosa pericolosa chiamata amore”, nel 2023. Due libri noir, “in cui però si ride, si ride tanto - sottolineano gli autori - ma che per noi sono serviti come ‘apriscatole’ per analizzare una società e portare avanti anche denunce sociali”: nel primo, infatti, si parla della psichiatria, e della gestione di questi pazienti negli anni Quaranta; il secondo invece è incentrato sugli anni di piombo.

Per scriverli - svelano ancora i due autori - “abbiamo fatto tante ricerche d’archivio, ci siamo documentati a lungo. E ci siamo resi conto che il grande pubblico conosce molto poco la storia locale. Lo stesso attacco al carcere di Rovigo, del 1982, è una vicenda costellata di tanti particolari che non sono conosciuti. Sarà anche che quell’episodio è stata una ferita grave per la città, che ha voluto dimenticare in fretta. Lo stesso vale per l’ex manicomio di Granzette. Per arrivare poi a tantissime storie magari note a livello locale, di paese, che però sono sconosciute nel resto della provincia. Ecco, noi cerchiamo di metterle insieme”.

Il tutto, seguendo le orme di Marco Pavan l’investigatore privato, ex poliziotto cacciato dopo aver denunciato i colleghi per quanto avvenuto alla scuola Diaz nei giorni del G8 di Genova, che si imbatte nei due casi raccontati nei libri.

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