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ECONOMIA E LAVORO

Fare carriera? “Agire sul territorio”

Il vicepresidente di Camera di commercio: “Dipende dal contesto, occorre rendere il Polesine attrattivo”

Fare carriera? “Agire sul territorio”

Polesine poco attrattivo per le possibilità di carriera, soprattutto per i giovani? Per Gian Michele Gambato, vicepresidente della Camera di Commercio la risposta è che il Polesine ha grosse potenzialità, anche per i giovani che hanno ambizione, a livello lavorativo.

È chiaro che bisogna lavorare e rendere sempre più attrattivo il territorio tra i due fiumi per far sì che anche rispetto alle nuove competenze ci sia una forza lavoro giovane che, anziché andarsene da qui, possa rimanere per portare quanto approfondito nel corso della propria carriera di studi. Inoltre, si tratta di un problema generalizzato: la nostra non è l’unica terra ad avere un problema di “fuga di cervelli”, dato che molti non soltanto lasciano la città di Rovigo e le zone limitrofe, ma lasciano anche la regione, così come lasciano pure i confini nazionali per trovare ambienti più favorevoli altrove.

“Se devo essere onesto - ha affermato Gambato - non ho questa percezione così negativa che i dati riportano. Mi trovo dunque in controtendenza rispetto a questa valutazione. Che ci sia una fuga di persone che potrebbero dare molto nel territorio è un dato di fatto ed è sintomo di diversi fattori complessi e articolati. Significa ragionare su ambienti in cui favorire l’attenzione e l’ambizione nonché il miglioramento della propria carriera che si confà ad uno specifico ruolo e si porta appresso la necessità di migliorare anche l’aspetto economico”.

Ciò che riportavano i dati della ricerca nazionale a cura di Maw, l’agenzia per il lavoro, e parte di W-Group, su un campione di oltre 2600 lavoratori italiani di cui circa un 10 per cento provenienti dal Veneto, era che la nostra terra non è toccata da sogni di carriera, ma semplicemente dall’ottenere uno stipendio medio buono che permetta di vive in serenità: a dirlo è, secondo i dati statistici, un polesano su tre. Gli altri, invece, soprattutto giovani, partono verso altri lidi.

“Se uno vuole fare una considerazione - ha concluso il vicepresidente della Camera di Commercio di Venezia Rovigo - bisogna guardare al contesto generale e all’evoluzione del territorio. Si richiede una certa tipologia di domanda qualificata e bisogna puntare su questo, creando così una certa ambizione. Viviamo nella necessità di coniugare il binomio domanda-offerta e questa è la sfida che si deve porre il nostro territorio, ma non solo il nostro, come possiamo vedere da quanti ragazzi emigrano verso altri Paesi”.

Non solo carriera, dicono questi studi, che in generale a livello nazionale riportano quanto circa per la metà degli intervistati sia fondamentale la scelta del proprio lavoro, sebbene a Rovigo la stessa conti soltanto per il 33 per cento.

In realtà i lavoratori ricercano anche posti che possano dare benefit, cosa che invece in Veneto è ancora ben sottotraccia rispetto ai dati nazionali: sono il 45 per cento i rispondenti veneti a non averne alcuno, quando la media nazionale è al 38 per cento. Essere sereni a lavoro è obiettivo di tanti e spesso lo si fa lontano da casa.

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