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ROVIGO

"Cambiamenti climatici: esistono e il tempo sta finendo"

L'appello uscito dall''importante convegno organizzato a Rovigo

"Cambiamenti climatici: esistono e il tempo sta finendo"

“Non c’è più tempo da perdere per fronteggiare le conseguenze dei cambiamenti climatici bisogna intervenire subito”. Il monito è stato ripetuto ieri mattina dal professor Luca Mercalli al convegno sul cambiamento climatico organizzato al Salone del grano dall’Università popolare polesana. L’esperto di meteorologia è intervenuto in streaming al termine della tavola rotonda organizzata in occasione della giornata dell’open day dell’Università popolare polesana.

Il convegno “Cambiamenti climatici, quale futuro per il Polesine” ha visto l’intervento, al Salone del grano di tre relatori. Dopo i saluti dei vertici dell’Università popolare (Giuliano Stievano, Francesca Buson, Alessandro Manfrin) si è entrati nel tema, moderato dal giornalista de La Voce di Rovigo Alberto Garbellini, con Francesco Noce, presidente dell’ordine dei medici della provincia di Rovigo che ha parlato dell’impatto sulla comunità umana dei cambiamenti climatici.

Noce ha parlato di conseguenze dirette e indirette sulla salute umana (danni da eventi meteo estremi) e ha fatto riferimento alle varie patologie che possono derivare dall’aumento delle temperatura media, e dal mancato adattamento della società al cambiamento del clima. Rodolfo Laurenti, vicedirettore del consorzio di bonifica di Taglio di Po, invece ha spiegato alla platea (nel Salone tanta gente e diverse scolaresche) i danni causati dalla risalita del cuneo salino, ossia l’acqua salata che risale i rami dei fiumi.

“Un fenomeno - ha detto - sempre più frequente e che crea danni ai terreni, all’ecosistema, inaridisce il suolo e pregiudica le colture agricole, oltre a far crescere i costi di bonifica e prelievi di acqua dolce”. Per contrastare questo fenomeno, molto diffuso su Adige e Po “sono in fase di progetto importanti opere di barriere alle foci dei fiumi, ma ne servirebbero altri e molti fondi a disposizione”.

Emanuele Dall’Oco, architetto e paesaggista, ha spiegato come sarebbe possibile evitare nuovo consumo di suolo in città, organizzando in maniere più sostenibile aree verdi e insediamenti abitativi, per rispettare l’ambiente, l’ecosistema e organizzare in modo più sostenibile trasporti e attività umane.

Infine l’intervento di Luca Mercalli che dopo una disamina legata all’aumento della temperatura media nel mondo ha specificato che “i cambiamenti climatici sono in atto da tempo. E se non si interverrà da subito le conseguenze saranno devastanti. Ci sarà un ulteriore aumento del livello del mare cosa che comporterà problemi alle zone costiere, compreso il Polesine. Per non parlare dei fenomeni di dissesto ecologico, che, bene precisare, non sono dovuti solo ai cambiamenti climatici, ma anche all’eccessiva cementificazione e alla mancata adozione di misure di prevenzione. Non più rimandabili.

Occorre rendersi conto che se non si interviene in maniera decisa entro i prossimi anni, le cose peggioreranno sempre di più. Gli eventi climatici estremi, come quelli dei giorni scorsi in Toscana, Lombardia e Veneto, aumenteranno e purtroppo aumenteranno anche le conseguenze negative”. Poi le domande dal pubblico. E la considerazione finale: “In Italia manca un piano nazionale contro l’adeguamento ai cambiamenti climatici, la dimostrazione che ancora non c’è piena consapevolezza della situazione”. Nel pomeriggio gli altri eventi dell’open day dell’Università polesana.

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