VOCE
L'ALLARME
08.11.2023 - 00:30
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"Il quadro del Veneto relativo alla pesca di frodo, e quindi ai prodotti ittici non tracciabili, non conformi non certificati, è allarmante. Basti pensare che, come riportato da Mare Nostrum di Legambiente, nel 2022 sono stati quasi 300 i quintali di prodotti ittici sequestrati, collocando la nostra regione al primo posto della classifica per illeciti verificatesi per ogni chilometro di costa. Con la mia interrogazione ho voluto incalzare la Giunta regionale chiedendo le azioni di contrasto che intende mettere in campo. Ma la risposta è stata decisamente deludente".
A dirlo il consigliere regionale del PD Veneto, Andrea Zanoni. "Al di là della questione delle competenze tra Stato e Regione e del riepilogo delle collaborazioni e del coordinamento stretto tra Regione e forze dell'ordine, e al di là delle parole, in realtà dalla Giunta non arrivano veri interventi diretti per porre argine al fenomeno. Mancano infatti quegli investimenti che sono ad esempio indispensabili per la Polizia provinciale di Rovigo, dove la pesca illegale è diffusa e dove servirebbero imbarcazioni adeguate al posto di quelle attuali che sono a dir poco vetuste".
Zanoni infine evidenzia il lavoro delle forze dell'ordine e rivolge "un ringraziamento ai Carabinieri della Compagnia di Chioggia che la scorsa settimana hanno sequestrato oltre mille chili di vongole elevando diverse sanzioni amministrative a fronte della scoperta di diversi atti illeciti. Nello specifico le violazioni hanno riguardato la pesca in zone interdette, condizioni igienico sanitarie carenti del pescato, mancanza della documentazione tracciabilità. A dimostrazione appunto che il problema è diffuso e grave, perché genera un danno economico nei confronti delle aziende sane ed oneste. E perché, visti i metodi senza scrupoli con i quali viene messo in atto questo sistema illegale, si mette a rischio l'ecosistema ambientale e soprattutto la salute dei cittadini nel momento in cui questi prodotti arrivano sulle loro tavole".
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