VOCE
Polesine 1951
14.11.2023 - 20:30
È ancora vivo il ricordo di quei tragici momenti in cui l’acqua ha sommerso ogni cosa: il 14 novembre, come ogni anno, ricorre il giorno che ricorda l’alluvione in Polesine, che ha messo in ginocchio decine di migliaia di famiglie e che ha toccato molti paesi del territorio tra i due fiumi. Quel Po che tanto è poetico guardare, nel 1951, ha esondato lasciando intere comunità senza più nulla, perdendo i ricordi di una vita. C’è chi da piccolo l’ha vissuta, chi nel tempo ha deciso di studiarla e di interrogarsi sulla vicenda.
È il caso, ad esempio, di Leonardo Raito, sindaco di Polesella ma anche ricercatore storico, che ha detto: “Il ricordo dell’alluvione rimane impresso nella nostra comunità ed è stato tramandato di generazione in generazione. Sono tante le cose che rimangono, in primis la necessità di tante famiglie di lasciare tutto e di partire vista l’inevitabilità della tragedia. I ricordi restano perché è stato un momento fondamentale della nostra storia polesana e lo sarà per sempre”.
Sergio aveva solo due anni quando è accaduto tutto e ha raccontato: “Io ero molto piccolo, per cui non mi ricordo direttamente ciò che successe, ma con la mia famiglia ne abbiamo parlato tanto negli anni a venire. Io ero residente in un paese che è andato completamente sotto acqua, siamo dovuti scappare subito perché avevamo perso tutto. Ci siamo fortunatamente salvati, ma i ricordi di una vita sono andati perduti e ancora oggi rimane quel momento”.
Lino ha avuto modo di recuperare le memorie di quel periodo nel tempo e ha commentato: “Non avendola vissuta direttamente, mi sono documentato sugli accadimenti tempo dopo. Io ero piccolo, stavo a Lendinara, pertanto il problema non ci ha toccati sin da subito. Crescendo, però, ho capito che sarebbe stato fondamentale parlarne e, soprattutto, indagare il fenomeno migratorio seguito subito dopo quei tragici momenti, nonché, poi, quando il Polesine è rimasto in una situazione di povertà. Per qualche tempo ho avuto la gestione dell’associazione Polesani nel mondo e posso dire che tutti gli emigrati ricordano con nostalgia e gioia la nostra terra”.
Piero, invece, se la ricorda bene: “Io avevo otto anni e mi ricordo che tragedia è stata. Abbiamo perso tutto, mi ricordo che soprattutto chi aveva terreni e animali ha perso il lavoro. Siamo andati verso il padovano per scappare da lì, ma anche se è trascorso tanto tempo, non si cancellerà mai quello che ho visto”.
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